Politica

Approvato il piano di riequilibrio, Appendino: "Ma non aumenteremo le tasse"

"Il predissesto sarebbe stata la strada più semplice"

Chiara Appendino e l'assessore Rolando

Il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Torino, per rientrare dello squilibrio accertato dalla Corte dei conti, sul rendiconto del 2015 e sul bilancio di previsione 2016-2018, non prevederà l'aumento della pressione fiscale. Il documento, appena approvato dalla giunta comunale, assicura per i prossimi quattro anni, il mantenimento di sgravi e agevolazioni . "Le aliquote non saranno aumentate - garantisce la sindaca Chiara Appendino - anche perché, e lo dico con grande trasparenza, sono già al massimo. Scegliendo il piano di rientro, anziché il pre dissesto, riusciremo a mantenere tutte le esenzioni". Il piano approvato dalla giunta durerà fino al 2021: l'obiettivo sarà quello di risanare il disequilibrio strutturale di 80 milioni di euro.

Una scelta coraggiosa

 " Avevamo due strade davanti - ha spiegato la sindaca Chiara Appendino -: potevamo scegliere il piano di rientro o il predissesto, che sarebbe sicuramente stato, dal punto di vista politico, la soluzione più semplice. Abbiamo scelto il piano di rientro, la strada più coraggiosa e forse quella più impopolare, ma ci assumiamo la responsabilità di risanare l'ente che al momento, si trova in una situazione drammatica dal punto di vista dei conti. E - affonda - la responsabilità ê di 30 di governo di sinistra". Sono stati previsti quindi molteplici interventi per mitigare l'indebitamento complessivo, essenzialmente la rinuncia all'accensione di mutui nel biennio 2018-2019 e il contenimento della spesa corrente, pur garantendo i servizi essenziali ai cittadini.

È stata inoltre approvata una delibera che dà corso a un piano straordinario quadriennale di dismissione immobiliare, da attuarsi progressivamente tramite un programma di razionalizzazione e valorizzazione dei beni che ne consenta un migliore utilizzo oppure l'alienazione tramite asta pubblica. Il valore complessivo del patrimonio alienabile - tra terreni, appartamenti, fabbricati e locali commerciali - è stimato in oltre 73 milioni di euro. 

"Non è stata detta la verità"

"L'amministrazione precedente ha fatto finta che i problemi non ci fossero - ha detto la prima cittadina - e non è Chiara Appendino che dice che esiste un disequilibrio strutturale. È la Corte dei Conti. Non imputo assolutamente la responsabilità di questo al mio predecessore - ha aggiunto - , anche perché una situazione simile non si può creare in un solo anno, ma una cosa è sicura: non ha saputo raccontare la verità".

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