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Programma Appendino, Pd: " È provinciale e pieno di incertezze"

Stefano Lo Russo, capogruppo dell'opposizione, ha parlato del programma di governo della sindaca Appendino e della sua Giunta

"Una Torino che abbandona la ribalta nazionale e internazionale, che avanza col fiato corto verso una prospettiva di decrescita e impoverimento culturale: è questa la città tratteggiata nel programma di governo della sindaca e della sua Giunta".

Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd in Comune, non ha peli sulla lingua e passa al contrattacco come portavoce del suo partito, tirando in ballo il programma di 62 pagine del documento presentato dal M5S. In particolare l'opposizione si riferisce alla mancanza, nel programma, a temi di sviluppo economico, della rete sanitaria, soprattutto del ruolo di Torino nel contesto europeo, delle infrastrutture, della partnership pubblico-privato nei settori strategici.

A cominciare da welfare, istruzione e trasformazione urbana. "Un programma depressivo, provinciale e ricco di contraddizioni, senza visione e colmo di incertezza che mette a rischio il processo di trasformazione e crescita di Torino - affonda Lo Russo -. E proprio perché queste linee non sono modificabili, il Pd non presenterà emendamenti: andrebbe riscritto tutto quanto". 

E a maggior ragione, all'indomani della decisione dell'Associazione Italiana Editori di spostare il Salone del Libro a Milano, l'opposizione rincara la dose: " La trattativa è stata complessa - continua Lo Russo - e l'immagine che è emersa di Torino è di una città che non ha le idee chiare. L'atteggiamento verso Milano è stato di conflitto e non di cooperazione e la trattativa non ha potuto che trovarsi in salita: ora dobbiamo raccogliere i cocci".

Lo Russo ha poi portato come esempio quella che era stata la trattativa per MiTo Settembre Musica: una rivalità con Milano che l'amministrazione precedente ha saputo trasformare in valore aggiunto per la città. "Per cercare di rimediare ai danni - ha continuato il capogruppo del Pd - vorremmo un tavolo con la città di Milano e con l'Aie. Certo, è chiaro che bisognava pensarci prima è che ora la situazione è più difficile". 

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