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Partito Democratico: alle dimissioni di Morgando seguono quelle di Bragantini

"Chi oggi attacca Morgando dicendo che si è dimesso solo per una questione di poltrone, sono gli stessi che avrebbero gridato allo scandalo se non avesse preso una decisione dura e polemica verso i vertici"

Tiene ancora banco in casa Pd la mancata nomina di uomini di Governo appartenenti al mondo piemontese del partito. Alla dimissioni del segretario regionale Gianfranco Morgando si sono aggiunte anche quelle della segretaria provinciale Paola Bragantini (che qualche settimana fa aveva lasciato il suo incarico istituzionale in circoscrizione). Sono state molte le parole di solidarietà nei confronti dell'ormai ex coordinatore regionale, e molte ne arrivano in queste ore, anche se non sono mancate le critiche.

Della questione ne ha parlato anche il dirigente del Partito Democratico in Piemonte, Giorgio Merlo. "E' ovvio che il Pd torinese e regionale deve avere una guida politica salda e certa - ha detto Merlo -. Ma chi oggi attacca il segretario regionale Morgando che si è dimesso solo per una questione secondaria o di poltrone, sono gli stessi che avrebbero gridato allo scandalo e alla vergogna se, di fronte alla volgare decisione centralistica del Pd di escludere il Piemonte dal Governo Letta, il segretario non avesse preso una decisione dura e polemica verso i vertici".

"Anche i rottamatori di varia natura e composizione non dovrebbero dimenticare - conclude Merlo - che la dignità in politica ha ancora un senso. E le dimissioni sono, appunto, un atto di dignità. Al di là dei professionisti della contestazione e della rottamazione. Che, è bene non dimenticarlo, sono sempre e solo degli eccellenti professionisti della politica".

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