Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Ancora bufera sui due collaboratori più vicini alla Sindaca

Paolo Giordana e Luca Pasquaretta

Acque agitate fra i più stretti collaboratori della sindaca Appendino, Luca Pasquaretta e Paolo Giordana, l'ex numero uno della prima cittadina che lascia il Comune di Torino. Giordana, che dalle dimissioni era alle dipendenze del vicedirettore generale dell'amministrazione Giuseppe Ferrari, ha infatti ottenuto un'aspettativa di 12 mesi per "motivi personali", per avere la possibilità cioè, nel pieno rispetto della legge, di avviare un'attività professionale autonoma nell'ambito delle relazioni istituzionali ed esterne.

Nuova nomina

A Giordana, finito nella bufera delle cronache per la multa Gtt presa da un amico e che lui avrebbe chiesto di annullare, in tanti attribuirono il merito del successo elettorale nel 2016 di Appendino. Entro un paio di settimane la sindaca nominerà il nuovo capo di gabinetto, posto lasciato vacante, dopo le dimissioni di Giordana, dallo scorso ottobre.

"In virtù delle ultime indiscrezioni di stampa - ha comunicato Appendino in una nota - mi sembra opportuno precisare che ieri, durante la riunione con la maggioranza , calendarizzata da diverso tempo, non è stato toccato il tema del rimpasto della giunta comunale, mentre è emersa la necessità di nominare in tempi brevi un capo di gabinetto. Inoltre - ha aggiunto - di concerto con i consiglieri di maggioranza è stato deciso di convocare una nuova riunione per discutere insieme alla giunta le linee programmatiche di breve, medio e lungo periodo, alla luce del piano di rientro presentato alla Corte dei Conti".

Consulenza da 5mila euro regolare?

Luca Pasquaretta, invece, il portavoce di Appendino già coinvolto nell'inchiesta di piazza San Carlo, è al centro delle cronache per aver prestato nel 2017 una consulenza al Salone del Libro da 5mila euro, per due settimane di lavoro: cifra già liquidata, mentre diversi fornitori attendono ancora oggi i pagamenti. Ma Pasquaretta poteva ricoprire un ruolo esterno rispetto al suo incarico in municipio? Resta da chiarire se tutto è stato fatto in maniera regolare o meno.

Nel pomeriggio di lunedì 7 maggio la Sindaca è intervenuta sulla vicenda  in Sala Rossa dove ha difeso il suo collaboratore: "La procedura di autorizzazione è stata seguita in maniera regolare. La richiesta è arrivata il 12 maggio perché c'era la necessità che Luca Pasquaretta fornisse assistenza al presidente della Fondazione per il Libro, Massimo Bray. L'autorizzazione è arrivata il 16 maggio dal responsabile dello staff di giunta che ha valutato che non ci fosse conflitto d'interesse tra l'attività di collaborazione con il Salone e il suo ruolo in Comune".

Ma ora è il capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, vuole approfondire la questione per accertarsi che Pasquaretta abbia svolto l'incarico fuori dall'orario di lavoro.

I carabinieri in Comune

Il "caso Pasquaretta" è approdato in aula lo stesso giorno in cui i carabinieri sono stati impegnati ad acquisire la documentazione sulla consulenza del portavoce della sindaca per il Salone del Libro 2017. I documenti verranno ora esaminati per valutare se, eventualmente, posso essere fatti confluire nel fascicolo sui conti e la gestione del Salone. 

Dibattito in aula, dichiarazioni

Chiara Appendino

"In primo luogo, affermo la correttezza della procedura utilizzata. La legge stabilisce che l’affidamento ad un dipendente pubblico di un incarico retribuito, da parte di soggetti sia pubblici che privati deve essere obbligatoriamente autorizzata dall’amministrazione di appartenenza, una volta verificata l’insussistenza di conflitti d’interesse anche potenziale, a pena di nullità. L’autorizzazione può essere richiesta sia dal soggetto che vuole affidare l’incarico, sia dal dipendente interessato. Il 12 maggio 2017, il signor Luca Pasquaretta aveva inoltrato al Servizio Giunta la richiesta di autorizzazione per lo svolgimento di attività ultronea presso la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, finalizzata ad assistere per le sue incombenze istituzionali il presidente della Fondazione a ridosso dell’edizione 2017 del Salone del Libro. L’attività di supporto alla Presidenza è consistita nell’adoperarsi come tramite tra la stessa Presidenza e le Istituzioni e per fornire consulenza, con esclusione delle attività di comunicazione, delegate dalla fondazione al proprio addetto stampa. Luca Pasquaretta dichiarava di prevedere un emolumento di euro 5000 per un impegno pari a 80 ore max e che l’attività si sarebbe svolta al di fuori dell’orario di servizio. Verificata l’insussistenza di incompatibilità con l’attività lavorative presso la Città e di conflitto d’interesse, l’attività ultronea veniva autorizzata dal servizio Giunta. Per quanto riguarda la tipologia dell’orario svolto dai dipendenti inquadrati come collaboratori di staff, è regolata dal Contratto collettivo nazionale di lavoro degli Enti Locali, che prevede l’assicurazione della propria presenza quotidiana in servizio per 36 ore strutturate in modo flessibile per assolvere alle esigenze dell’incarico assegnatogli.

Non è vero che Pasquaretta sia stato l’unica persona ad essere pagata dalla Fondazione, sono stati pagati altri interventi, in un momento in cui non si sapeva cosa sarebbe poi accaduto, non si era cioè in regime di liquidazione, il quale blocca sostanzialmente i pagamenti se non come previsto dal liquidatore.

L’incarico è stato conferito dal vicepresidente esecutivo della Fondazione, la presenza di Pasquaretta era nota ed è evidente che spettava al presidente il controllo sui propri diretti collaboratori. Tengo a precisare che la procedura, sulla quale rispondo, è stata corretta, sono disponibile per eventuali ulteriori approfondimenti".

Stefano Lo Russo (PD)

Il capogruppo Lo Russo ha imputato alla sindaca la mancanza di onestà intellettuale, sostenendo che ha perso l’occasione per dimostrare il contrario. Per la privacy non si può fare riferimento agli atti ma, sottolinea il consigliere, la sindaca ne è a conoscenza. La domanda posta è: durante lo svolgimento della sua attività di consulenza era in servizio per il Comune o no? Molte persone stanno lavorando, non pagate, per far partire il Salone mentre si pagano consulenze. Questa è una situazione che si approfondirà in commissione Controllo di gestione: e si preparerà un’interpellanza generale.

Silvio Magliano (Moderati)

Il consigliere Magliano ha detto che il vero problema è l’opportunità politica: era necessario retribuire una consulenza per la Fondazione? Secondo il consigliere la risposta è negativa e rivolgendosi alla sindaca Appendino ha fatto notare che oggi è venuta a dare comunicazioni per tutelare il responsabile dell’Ufficio stampa della Giunta, mentre non c’è mai stata per questioni più rilevanti.

Osvaldo Napoli (Forza Italia)

E’ sicuro, il capogruppo Napoli, della correttezza procedurale ma bastava dire che la Procura ha requisito atti e quindi si aspetterà il corso dell’iter procedurale. Poi esiste un problema politico, perché di fronte a tanti volontari, pagare una consulenza, per il consigliere Napoli, è un grave errore.  

Alberto Morano (Lista civica Morano)

Saremo costretti a convocare una Commissione Controllo di Gestione per capire quale genere di consulenza è stata svolta da Pasquaretta. Ottanta ore in due settimane per svolgere cosa? Otto ore al giorno significa lavorarne 16/17 al giorno. Bisognerà comprendere a fondo le caratteristiche del lavoro svolto. Ma più in generale è la situazione a non convincere. Si è favorito un dipendente comunale al quale è stata pagata a tempo zero la parcella, mentre altri fornitori sono mesi che aspettano di essere pagati, rischiando il fallimento.

Claudio Lubatti (PD)

La sindaca oggi ha riepilogato la procedura adottata ma occorrerà convocare una Commissione controllo di Gestione per analizzare tutti i dettagli della consulenza. Ma è assordante il silenzio dei Consiglieri comunali di maggioranza che sulla vicenda non hanno detto una sola parola in Aula, come nei profili personali dei social network. Perché il problema è squisitamente politico, di una procedura formalmente corretta quanto inopportuna su un tema cardine – quello della trasparenza – dell’azione politica di questa maggioranza. E invece si stanno usando due pesi e due misure, dimostrando un’azione politica del tutto incoerente. Ma il fatto che oggi questa comunicazione non sia stata secretata è la palese dimostrazione di una regolamento di conti interno nella maggioranza di Palazzo civico.

Fabrizio Ricca (Lega Nord)

Così come Giovannetti - portavoce del sindaco Fassino - non viveva di stenti, non mi sento di colpevolizzare Pasquaretta per aver accettato una consulenza formalmente regolare. Il problema è di opportunità politica, per metodi e atteggiamenti simili a quelli usati dal Partito Democratico e di esponenti della maggioranza che oggi da questi banchi del Consiglio non dicono nulla. Mi chiedo se cinque anni fa il Pd si fosse trovato nella situazione del M5S di oggi come si sarebbe comportata la consigliera di opposizione Appendino. Mi auguro che davvero qualcosa possa ancora cambiare, che l’attuale giunta sia in grado di dare il segnale di una forte svolta per la Città.

Eleonora Artesio (Torino in Comune)

I comportamenti delle persone riguardano la loro coscienza, così come la procedura riguarda l’Amministrazione. Vorrei però segnalare la disparità di trattamento tra il lavoro prestato e l’avvenuta liquidazione rispetto a quanto accade agli altri lavoratori e fornitori della Fondazione. Avrei voluto sentire intervenire l’Amministrazione sull’inopportunità di questa disparità di trattamento!

 Francesco Tresso (Lista Civica per Torino)

All’inizio ammiravo il coraggio della Sindaca nell’affrontare il mandato. Ora però sono sorpreso nel vedere che i suoi più stretti collaboratori non mi sembra si siano distinti nel loro ruolo… Se poi la Sindaca era davvero al corrente di tutto, la situazione è ancora più grave. Soprattutto se lavoratori e fornitori che si stanno dando da fare per organizzare il Salone non vengono pagati. Una brutta pagina per la Città, che andava affrontata con più dignità.

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