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La sala del Consiglio metropolitano (immagine di repertorio)

La sala del Consiglio metropolitano (immagine di repertorio)

Olimpiadi: la sindaca cerca l'approvazione del Consiglio metropolitano

Chiamparino: "Auspico che si sostenga la volontà di Appendino"

È il giorno della verità. La palla per una possibile candidatura di Torino alle Olimpiadi 2026 passa oggi, mercoledi 14 marzo, al Consiglio metropolitano. Dopo il "tradimento" di lunedì di quattro consiglieri pentastellati - Damiano Carretto, Daniela Albano, Viviana Ferrero e Marina Pollicino - che non si sono presentati in Sala Rossa per votare la mozione olimpica del Pd ma che erano nuovamente fra i banchi ieri, Chiara Appendino ci riprova.

Proprio questa mattina presenterà la manifestazione d'interesse alla riunione metropolitana, convocata per discutere di una mozione pro Giochi presentata da centrosinistra con l'appoggio del centrodestra. Il rischio però è che la sindaca si trovi di nuovo un muro davanti. 

L'intervento di Grillo 

Intanto circolano voci secondo cui Beppe Grillo, che qualche giorno fa ha dato il via a una possibile candidatura di Torino per il 2026, avrebbe scritto una lettera ai "dissidenti"'della sindaca spiegando loro che le Olimpiadi che loro non vedono di buon occhio, sarebbero questa volta concepite "a modo nostro". 

Uno strappo da ricucire 

Ma il governatore Sergio Chiamparino, che di Olimpiadi qualcosa ne sa e che considera quelle del 2026 una straordinaria opportunità per Torino e le sue valli, spera nel buonsenso collettivo: "Il mio auspicio è che tutto il consiglio della Città Metropolitana sostenga la volontà della sindaca - ha dichiarato a margine del Consiglio regionale a Palazzo Lascaris -. E che il consiglio comunale di Torino rimedi alla lacerazione che non ha fatto bene alla considerazione complessiva della città". 

"Sostenere l'obiettivo olimpico" 

E sulle obiezioni sollevate dal Movimento 5 Stelle, secondo cui il Cio non può scegliere una candidatura italiana se la sessione del 2019 in cui verrà nominata la città prescelta  sarà a Milano, cioè in una sede italiana, Chiamparino aggiunge: " La questione è nota e superabile. O cerchiamo scuse per non fare nulla o proviamo a mettere in campo energie. Scegliendo quest'ultima strada, esprimiamo una volontà della nostra comunità: quella di sostenere l'obiettivo olimpico".

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