Politica

No Tav, le reazioni della politica torinese dopo gli scontri

Il sindaco di Chiomonte, Pinard: "Troppo angosciato per parlare". Ferrero: "La polizia ha 'gasato' la gente". Cota: "La Tav è necessaria, la Valsusa non è con i facinorosi"

Il mondo politico e istituzionale torinese commenta l'azione delle forze dell'ordine contro gli attivisti No Tav, iniziato all'alba del 27 giugno, che ha portato allo sgombero del presidio occupato a Chiomonte da più di un mese.

RENZO PINARD, SINDACO DI CHIOMONTE: "Sono troppo angosciato per parlare. Quando finisce così non si può essere contenti. Non poteva che finire così, sarebbe da ipocriti dire una cosa diversa. Comunque mi sembra che pochi tra i No Tav abbiano usato violenza. D'altronde neppure le forze dell'ordine hanno usato il pugno di ferro".

ENZO GHIGO (PDL): "Se il buongiorno si vede dal mattino i tafferugli segnalati questa mattina certamente non sono un buon segno. Invito tutti alla calma. I No Tav devono comprendere che la Maddalena non può essere tramutata da una minoranza in una zona franca della illegalità. I lavori per una delle opere più importanti del nuovo millennio devono prendere il via".

FEDERICO BELLONO (FIOM): "Queste prime risposte dei lavoratori della Val di Susa sono importanti di fronte alla scellerata decisione di usare la forza contro il presidio della Maddalena perché, come abbiamo sempre detto, quello della Valsusa non è un problema di ordine pubblico. La Fiom-Cgil è sempre stata ed è tuttora parte di questo movimento popolare, ancora in questi giorni siamo stati al presidio e alla fiaccolata di ieri sera e saremo presenti alle iniziative che il movimento prenderà nei prossimi giorni". L'Unione Sindacale di Base del Piemonte ha proclamato lo sciopero immediato e a tempo indeterminato per tutti i settori di lavoro pubblico e privato per i Comuni della Val di Susa

MARCO FERRANDO (PCL): "L'attacco militare di questa notte contro il presidio No Tav é un fatto inaudito. Maroni vuol dimostrare di essere l'efficace custode dell' 'ordine pubblico', sulla pelle della popolazione della valle, in funzione delle proprie ambizioni di carriera. Gravissimo, e determinante, è l'avallo che le opposizioni parlamentari, a partire dal PD, hanno dato a questa operazione repressiva".

ROBERTO COTA (LEGA NORD): "La TAV è un'opera assolutamente necessaria per il Piemonte e per l'intero sistema Paese. Non si può confondere la posizione della Val di Susa con l'azione di violenti facinorosi".

PAOLO FERRERO (RIFONDAZIONE): "La polizia ha riempito di lacrimogeni l'area del piazzale dove oramai è concentrata tutta la gente. Un lancio di lacrimogeni senza senso, solo per gasare la gente".

EMANUELE FIANO (PD): "Non ci sono scuse per i violenti del movimento No-Tav. Gli scontri di questa mattina all'apertura del cantiere per la ferrovia Torino-Lione, con venticinque operatori di pubblica sicurezza feriti di cui cinque finiti in ospedale, a cui va la nostra solidarietà dimostrano che non tutto il movimento NO TAV è pacifico".

MARIO CAROSSA (LEGA NORD): "Abbiamo visto come si può far rispettare la legge con la giusta fermezza. Un plauso va alle forze dell'ordine che hanno saputo, con un'azione tempestiva e ben coordinata, infrangere il presidio di chi invece cercava solo lo scontro e magari sperava anche di essere malmenato per diventare un 'martire' e poter finire sulle prime pagine dei giornali".

ROBERTO FIORE (FORZA NUOVA): "la Tav in Val di Susa è uno scempio, un'insulto alla bellezza, un progetto anti-popolare, economicamente inutile e socialmente molto pericoloso, nato e sviluppato nell'ordine delle idee di portare beneficio economico a pochi interessati legati tanto al centro destra quanto al centro sinistra di Fassino, al quale giustamente i movimenti territoriali continuano ad opporsi".

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