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'Ndrangheta, Coral pronto al rimpatrio in Italia

L'ex sindaco di Leinì nega ogni contatto con la malavita organizzata. Il suo avvocato ha chiesto l'estradizione dalla Francia, dove il suo assistito è stato arrestato mercoledì

Incredulo, ma determinato a dimostrare la propria innocenza. Così Nevio Coral, ex sindaco di Leinì e suocero dell’assessore regionale alla sanità Caterina Ferrero, a quarantott’ore dal suo arresto. A metterlo in manette, a Lione, una squadra di Carabinieri che si sta occupando della maxi operazione che ha portato finora in carcere centocinquanta affiliati alla 'ndrangheta nel torinese.

Ma Coral è sbigottito per le accuse che gli vengono rivolte, nega qualunque contatto con la malavita organizzata e non si è opposto alla procedura per il rimpatrio in Italia, dopo essere comparso davanti ai giudici della Corte d’Appello di Grenoble. A riferirlo è il suo avvocato, Roberto Macchia, che spiega di aver chiesto il trasferimento del suo assistito al più presto dal carcere francese in cui si trova attualmente.


L’accusa nei confronti dell’ex primo cittadino di Leinì resta comunque pesante: concorso esterno in associazione mafiosa. “Siamo in attesa di vedere le carte – ha chiarito l'avvocato Macchia -, perché finora sappiamo solo quello che abbiamo visto sui giornali. Potremo rispondere quando leggeremo l'ordinanza e sapremo esattamente su cosa si fondano le accuse”.

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