Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

'Ndrangheta, Patrito (Rifondazione): "Troppo diffusa la politica sporca"

"Risulta evidente che le elezioni provinciali, europee, regionali e anche le primarie del centrosinistra a Torino hanno visto la malavita organizzata protagonista e sponsor di volta in volta di numerosi candidati sia del centrodestra sia del centrosinistra"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

I fatti riportati sui quotidiani, relativamente alle indagini in corso della Procura della Repubblica di Torino in merito alla collusione tra ’ndrangheta e politica, evidenziano elementi noti e meno noti.

Risulta evidente che le elezioni provinciali, europee, regionali e anche le primarie del centrosinistra a Torino hanno visto la malavita organizzata protagonista e sponsor di volta in volta di numerosi candidati sia del centrodestra sia del centrosinistra.

Se le ipotesi di reato venissero confermate, sarebbe interessante ascoltare l’opinione dei paladini dell’ordine pubblico così avvezzi a scagliarsi contro gli avversari in campagna elettorale, oppure contro le rivendicazioni sociali (ad esempio il movimento NO TAV, il sindacalismo non compiacente o chi lotta contro l’urbanizzazione selvaggia e i cantieri insicuri), ma “di bocca buona” quando si tratta di intercettare voti e preferenze di dubbia provenienza.

Il voto di scambio esiste, è una realtà diffusa, poiché è diffusa la politica sporca, fatta di interessi privati, quella politica che, vicina agli affari di pochi, fa allontanare la gente dalle questioni di pubblico interesse.

Quando Saviano affermò che in Lombardia camorra e ’ndrangheta erano ormai realtà economiche importanti nel profondo Nord leghista, vi fu un’alzata di scudi dei vari Formigoni e Bossi. La magistratura confermò con atti e indagini.

Nel 2007 gli atti della Commissione parlamentare antimafia – illustrati dal vicepresidente Forgione (del Prc) – dimostravano il riciclaggio di denaro sporco negli affari in Torino e provincia: l’allora sindaco Chiamparino insorse, negando pubblicamente. Ora la magistratura conferma e indaga.

Una politica “pulita” e trasparente dovrebbe essere la norma in un paese civile, ma in Italia è una condizione straordinaria.

Non sono pochi gli eletti e le elette che annoverano migliaia di preferenze elettorali tra le comunità locali con forte caratterizzazione etnica, e proliferano altresì candidati che spendono enormi somme di denaro per le loro campagne elettorali, con il forte sospetto che queste campagne servano a riciclare denaro sporco.

Il lavoro della magistratura per far luce su queste pratiche così diffuse in Italia non può che incontrare il plauso di chi, come il Prc-FdS, lavora per una politica pulita e chiede che ogni partito faccia la sua parte.

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