Smog, da ottobre stop ai mezzi più inquinanti anche in provincia: fermi 258mila veicoli

Misure omogenee su tutto il territorio

Dopo l'estate, nuove misure antismog unificate anche per i comuni della Città Metropolitana. A partire dal 1° ottobre 2018, le amministrazioni saranno chiamate a adottare le limitazioni previste nella delibera della Giunta regionale del 2017.  L'accordo del Bacino Padano prevede il blocco dal lunedì al venerdì delle autovetture e dei veicoli commerciali con motori diesel fino alla categoria Euro 3. In linea di massima il blocco è previsto dalle 8,30 del mattino alle 18,30, ma proprio l’estensione oraria dello stop ai veicoli più inquinanti dovrà essere oggetto di una concertazione tra i comuni per rendere l’applicazione della misura omogenea sul territorio e coerente con gli orari dei blocchi stabili ed emergenziali già in vigore e per semplificare l’informazione ai cittadini. Evitando così le polemiche e i disguidi che invece si erano verificati lo scorso inverno. 

Il blocco dei veicoli più inquinanti nel suo complesso - benzina e gas Euro 0 e diesel fino ad Euro 3 - riguarda il 20% del parco dei veicoli immatricolati nei 33 comuni interessati: 258.000 auto e veicoli commerciali, che sono responsabili rispettivamente del 26% delle emissioni totali di biossido di azoto e del 9% delle emissioni totali di particolato PM10, i due inquinanti per i quali l’area metropolitana torinese non rispetta i limiti, tanto da essere soggetta a procedure di infrazione da parte della Commissione Europea.

Misure straordinarie

Di questo si è parlato al tavolo di coordinamento sulla qualità dell'aria della Città Metropolitana di Torino che si è appena riunito. Sono stati analizzati i provvedimenti adottati nella stagione invernale 2017-2018 e definita la proposta di un ordine del giorno del Consiglio Metropolitano che dovrebbe impegnare la Sindaca Chiara Appendino ad adoperarsi per la definizione di un pacchetto di misure straordinarie che affrontino il tema della qualità dell’aria in maniera sistematica.

Tra queste, un finanziamento sistematico per il sistema di trasporto pubblico locale che consenta un significativo miglioramento della qualità del servizio in termini di offerta e di rinnovo del materiale viaggiante. Le amministrazioni locali, dal canto loro, si dovranno impegnare a promuovere la mobilità pedonale e ciclabile, utilizzando gli spazi resi disponibili dalla riduzione dal traffico privato. Inoltre si è parlato di incentivi per la sostituzione dei veicoli commerciali più vecchi ante Euro 4  e della costituzione di un fondo per garantire la gratuità del trasporto pubblico o un'incentivazione nelle giornate di blocco totale del traffico privato. 

Divieti e prescrizioni

Dal confronto tra gli amministratori locali è anche emerso che un miglioramento della qualità dell’aria potrebbe derivare dall’abolizione dei caselli sulla Tangenziale che, a Bruere, a Settimo e a Beinasco creano “tappi” della circolazione. In materia di controllo e limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, l’Assessore all’ambiente Alberto Unia ha annunciato che la Città di Torino intende richiedere finanziamenti per il controllo elettronico di tali veicoli.

Nei prossimi mesi il lavoro del tavolo sulla qualità dell’aria sarà dedicato ad alcune priorità: attivare, coordinare e uniformare le misure di limitazione della circolazione dei veicoli inquinanti e le misure in caso di emergenza nei Comuni individuati dal protocollo d’intesa del Bacino Padano; coinvolgere il nuovo Comune di Mappano; valutare la possibilità di estendere l’accordo metropolitano all’area più esterna; predisporre sia per i comuni che aderiscono al protocollo metropolitano (Torino e prima cintura) che per quelli che aderiscono al protocollo padano (Comuni più esterni) ordinanze-tipo con misure stabili ed emergenziali coordinate.

E ancora, confrontarsi con la Regione Piemonte per definire quali limitazioni devono ancora essere inserite nelle ordinanze in materia di biomasse; vietare l’uso generatori di calore con prestazioni inferiori al livello 3 stelle nelle giornate contrassegnate dal bollino arancione o rosso; vietare le combustioni all’aperto nel periodo invernale, introdurre nelle giornate critiche il limite di 19° della temperatura media interna degli edifici; vietare la sosta degli autoveicoli a motore acceso; vietare gli spandimenti zootecnici; introdurre l’obbligo di utilizzare pellet di categoria A1.

Inverno 2017-2018

Sul versante dell’inquinamento atmosferico a Torino e nell’intera area metropolitana la stagione invernale 2017-2018 è iniziata male, ma la situazione è migliorata a partire dal mese di febbraio, grazie alle condizioni meteorologiche più favorevoli, tipiche del periodo tardo-invernale e primaverile. I giorni in cui l’inquinamento a Torino città ha raggiunto il livello 1 sono stati in tutto 39, ma allontanandosi dal centro del capoluogo la situazione migliorava. Nel 67% delle giornate della stagione invernale a Torino l’allarme è stato a livello zero e il livello 2 si è raggiunto solo nel 7% delle giornate. La pianura padana e in particolare l’area metropolitana torinese scontano una situazione geografica e una circolazione atmosferica particolarmente penalizzanti, il che richiede uno sforzo se possibile maggiore per evitare l’applicazione delle sanzioni previste dalla Commissione Europea. 

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