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Michele Giovine condannato per le firme false alle Regionali

La vicenda è quella delle irregolarità nelle firme per l'accettazione delle candidature alle ultime elezioni regionali. Oltre a Michele Giovine è stato condannato anche il padre Carlo

Due anni e 8 mesi: questa la condanna per il consigliere regionale Michele Giovine, eletto nella Lista Pensionati per Cota alle elezioni regionali 20010. La vicenda è quella delle irregolarità nelle firme per l'accettazione delle candidature alle ultime elezioni regionali in Piemonte che portarono alla vittorio del leghista Roberto Cota. Michele Giovine è stato sospeso per 2 anni dai pubblici uffici e per 5 dai diritti elettorali. Al padre Carlo, anche lui imputato, sono stati inflitti due anni e due mesi. Giovine ha commentato, subito dopo la lettura della sentenza: "Sono scoraggiato e non so se farò ricorso. Alla luce di quello che è successo rischierebbe di essere completamente inutile". L'avvocato Cesare Zaccone, uno dei suoi avvocati difensori, si è invece detto più possibilista. Secondo l'accusa, il 25 febbraio 2010 gli imputati non si trovavano a Gurro e Miasino, in provincia di Novara, dove sono state apposte le firme depositate per la presentazione della lista: lo proverebbe l'analisi delle loro utenze telefoniche. E non sarebbero stati lì neppure i firmatari dei moduli elettorali.

Le irregolarità riguardano 17 delle 19 sottoscrizioni della lista Pensionati per Cota. Secondo un legale interpellato dall'Ansa, "il codice è chiaro: i giudici devono 'correggere' il risultato elettorale. E qui non si parla di qualche centinaio di voti, ma di tutti i 27mila che determinarono la vittoria di Cota"."Il presidente Cota tragga le conseguenze di questa sentenza e si dimetta": lo ha detto il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, commentando l'esito del processo. "La maggioranza di Cota si regge sull'illegalità. Il presidente deve dimettersi: sarebbe un gesto di rispetto verso i piemontesi". Bonelli ha anche detto che il rischio, in caso di mancate dimissioni, è che "ogni atto potrebbe essere dichiarato illegittimo". Mercedes Bresso, sconfitta alle elezioni del 2010 proprio da Cota, commenta la condanna di Giovine: "C'é una responsabilità diretta di Cota che non poteva non conoscere" le modalità con cui Giovine operava. "Adesso che il tribunale ha certificato la falsità della lista - conclude - mi auguro che si producano presto i dovuti effetti sulla realtà politica".

(ANSA)

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