Parla Bresso: "La Lega rischia di sparire tra scandali e malaffare, i grillini sono megafoni sordi"

Mercedes Bresso racconta la vittoria contro Cota e i suoi progetti per il futuro. Per le prossime regionali sosterrà Chiamparino e spara a zero sul Governatore leghista e sul Movimento 5 Stelle

Sono passate poco più di due settimane dalla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Roberto Cota, annullando di fatto le elezioni regionali del 2010 e obbligando il Piemonte a tornare al voto quanto prima. La corsa per i candidati che, presumibilmente a fine maggio, si sfideranno per la poltrona di Governatore è iniziata ed è più accesa che mai. Tanti i nomi spesi nel centrodestra, da Crosetto a Pichetto su tutti, uno in particolare per il centrosinitra, quello dell'ex sindaco di Torino Chiamparino. Ma c'è chi nella coalizione vorrebbe prima le Primarie, cosa che però farebbe allungare i tempi, che già sono molto ristretti. In mezzo a tutto ciò si inserisce il Movimento 5 Stelle, molto cresciuto rispetto a quattro anni fa quando comunque riuscì a far entrare a Palazzo Lascaris due consiglieri regionali.

Di tutto questo abbiamo parlato con Mercedes Bresso, attualmente in Regione con il Pd ma che presto potrebbe darsi ad un impegno più europeista. Lei è stata la donna che più di tutte ha lottato per far sì che le elezioni del 2010, dove era la sfidante proprio di Cota, venissero annullate.

Buongiorno Mercedes Bresso, le Regionali del 2010 sono un caso più unico che raro. Qual è la prima cosa che ha pensato quando ha saputo l'esito del Consiglio di Stato?

Buongiorno. Si, direi unico in negativo. Ci sono stati altri casi, ricordo il caso del Molise ma solo in Piemonte abbiamo assistito a comportamenti così spregiudicati e cinici come quelli messi in atto da Michele Giovine. In fase di processo penale le deposizioni dei parenti ignari, persone gravemente malate, tutto con il solo scopo di consentire all’ideatore della Lista Pensionati per Cota di continuare a essere consigliere regionale. Il primo pensiero è stato “ce l’abbiamo fatta, giustizia è fatta”. Sono stati quattro anni lunghi e nei quali spesso non si vedeva la fine, anzi aumentavano solo le difficoltà.

Cosa succederà da qui al giorno delle elezioni? Come sarà governato il Piemonte?

Da qui al voto il Governo illegittimo può governare con provvedimenti indifferibili e urgenti, non può proporre nulla che non sia documentato dalla evidente urgenza. Diciamo la solita ordinaria amministrazione che avviene sempre al finire delle legislature.

Sergio Chiamparino è l'uomo giusto per il Piemonte?

Sergio è l’uomo giusto. E’ una persona di grande esperienza amministrativa e politica, gli ho detto più volte che non sarà un lavoro facile. Non sarà facile vincere le elezioni e ancora più difficile recuperare i disastri fatti in questi anni dalla giunta Cota.  

Perché ha scelto di "farsi da parte" per la poltrona di Governatore del Piemonte?

Ho dato tanto al Piemonte, il massimo e tutta la passione e la competenza in tanti anni. Ora ritengo sia finito un ciclo, vorrei proseguire il lavoro da europeista convinta. Dopo questi anni al vertice del Comitato delle regioni europee vorrei continuare ad occuparmi di Unione europea, sempre se il mio partito me lo consentirà.

Se il centrosinistra si divide tra chi vuole le Primarie e chi promuove Chiamparino, la destra non se la passa molto meglio. Pare che Cota potrebbe non ricandidarsi. Lei cosa ne pensa?

Nella coalizione di centro sinistra ritengo le primarie inutili, c’è ampia condivisione su Chiamparino. Quanto alle richieste di primarie ritengo siano richieste di alcuni con legittime esigenze di visibilità e posizionamento, ma alla fine non credo si faranno. A destra credo che Cota non potrà certo ricandidarsi, non solo per i disastri fatti ma anche per appartenere ad un partito che in questi anni ha perso moltissimo consenso: tra scandali e malaffare la Lega Nord rischia di scomparire. Lo sfidante di Chiamparino, così come imposto dal capo Berlusconi, sarà l’attuale vice presidente Pichetto, che è una brava persona, certo è uno dei protagonisti degli anni di Ghigo e in parte corresponsabile dei danni della Giunta Cota. Io farò di tutto per far vincere Sergio.

(L'intervista prosegue dopo la galleria fotografica)

Parlando di fine maggio. Lei potrebbe salutare la regione Piemonte per l'Europa. Con che spirito lo fa?

Il voto non potrà che essere con Election day, lo impone una legge per un motivo sacrosanto di contenimento dei costi elettorali. Per quanto riguarda le mie sfide future non ho mai fatto mistero del mio interesse all’Europa, però – ripeto – sarà il mio partito a decidere le candidature, io non posso far altro che rendermi disponibile.

Un'ultima domanda sempre sulle prossime regionali. Tra la destra e la sinistra questa volta, a differenza di quattro anni fa, c'è un Movimento 5 Stelle che ha dichiarato di puntare al primo posto. I grillini sono un avversario politico da temere?

I grillini già nel 2010 sono stati un fenomeno che in molti avevano sottovalutato, il cui risultato fu eccezionale. Oggi li conosciamo e possiamo prevedere più cose rispetto ad allora. Il consenso grillino è sempre alto, ma le ultime vicende stanno mettendo l’accento sui modi distruttivi dei loro eletti e su quell’atteggiamento da bulli che credo piaccia sempre meno. In ogni caso sono un avversario politico da temere, si stanno caratterizzando solo come dei megafoni sordi. La politica è dialogo, non urla infinite.

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