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Marrone decade da consigliere regionale, per il tribunale "era ineleggibile"

Cancellati 3.056 voti di preferenza presi da Maurizio Marrone nell'ultima tornata elettorale. Per i giudici non poteva candidarsi perché ancora nel cda della partecipata Ires. Le dimissioni sono arrivate troppo tardi

Maurizio Marrone non è più un consigliere regionale. La decisione è stata presa dal Tribunale di Torino che lo ha giudicato ineleggibile a causa della carica di consigliere di amministrazione dell'Ires - società partecipata che si occupa di ricerche economico sociali regionali - che ha ricoperto prima di dare le dimissioni. Dimissioni che, secondo i giudici, sono arrivate troppo tardi rendendo di fatto Marrone non candidabile.

Sul caso era in atto anche una discussione da parte della Giunta delle Elezioni del Consiglio regionale che però nella giornata di ieri era stata rinviata.

"Gli elettori meritano più rispetto - ha detto dopo la notifica del tribunale Maurizio Marrone, che in Consiglio regionale ricopriva la carica di capogruppo di Fratelli d'Italia -, sono stato votato senza alcuna pressione esterna: 3.056 voti non si cancellano". Nella mattinata di oggi lo stesso Marrone ha annunciato una conferenza davanti a Palazzo Lascaris nella quale spiegherà la sua versione dei fatti.

Stando così le cose, in Consiglio regionale subentrerà il primo dei non eletti della lista Fratelli d'Italia Roberto Ravello.

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