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Rogo delle bandiere al corteo del Primo Maggio, la condanna è unanime

Piero Fassino, Michele Coppola, Gianfranco Morgando e il sindacato autonomo di polizia condannano senza esitazioni l'epilogo del corteo in Piazza San Carlo: "Un atto di stupidità e inciviltà"

Unanime la condanna per il rogo delle bandiere della Cisl al termine del corteo del Primo Maggio a Torino. "Votare sì al referendum sul piano Fiat per l'ex Bertone - dice Michele Coppola - sarà anche un modo di dare una risposta a quegli sciocchi che hanno voluto attirare l'attenzione su di sé nuocendo al Piemonte, al lavoro e ai lavoratori". Il candidato del centrodestra a sindaco di Torino continua:  "Bruciare una bandiera è sempre un gesto grave ed è ancora più brutto quando avviene nel giorno per il lavoro in un momento storico come questo. Mi piacerebbe che il corteo del Primo maggio non ospitasse più chi va lì solo per gridare sempre 'no' o, peggio ancora, per usare violenza nei confronti di chi si impegna quotidianamente per il lavoro".

Bruciare le bandiere "é un atto di stupidità e inciviltà che va condannato nel modo più fermo". E' il commento di Piero Fassino, candidato del centrosinistra a sindaco di Torino al gesto compiuto oggi da alcuni giovani dell'area antagonista sul palco del comizio del Primo maggio. "Non è con l'intimidazione, l'intolleranza, il sopruso - dice Fassino - che si aiuta il movimento dei lavoratori a ritrovare la sua unità. Tanto più - aggiunge - in una città che, a differenza di altre, ha celebrato il Primo maggio unitariamente in piazza con la chiara volontà di Cisl, Cisl e Uil di manifestare davanti ai lavoratori un'immagine di unità e coesione".

A gettare le ombre più scure sull'episodio è il Sap (Sindacato autonomo di polizia), che mette l'accento sulla "folla composta che assiste impassibile allo spettacolo di alcuni noti esponenti dei centri sociali". Per Massimo Montebove, consigliere nazionale per il Piemonte del Sap "é un clima che ricorda troppo quello degli anni settanta e che allora fu prodromico al terrorismo. Oggi se a Torino tutto si è svolto pacificamente e non c'é scappato l'incidente grave, se non addirittura il morto, lo si deve alla saggia gestione dell'ordine pubblico fatta dalla Questura e alla professionalità della Digos".

Dura condanna anche di Gianfranco Morgando, segretario del Pd Piemonte: "Quanto avvenuto quest’oggi al corteo del Primo Maggio è un fatto politicamente molto grave che il PD condanna con fermezza. La decisione dei sindacati di rinnovare l’iniziativa unitaria ha costituito una scelta assai rilevante per Torino, dal momento che qui negli ultimi mesi si sono registrate significative tensioni tra le diverse sigle sindacali. Chi oggi ha contestato la Cisl ha voluto esplicitamente attentare all’unitarietà del Primo Maggio, mettendo in discussione la legittima pluralità delle posizioni sindacali e politiche. Comportamenti fanatici e antidemocratici che non insultano solo un sindacato ma tutto il mondo del lavoro".

"Oggi ci siamo riappropriati della piazza, abbiamo bruciato un simbolo del potere dei padroni ", ha affermato Lele Rizzo di Askatasuna, che continua: "Qualunque sia il sindaco di questa città loro noi ci saremo sempre".

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