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Città metropolitana, Marrone: "Abrogazione legge Delrio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

<<Poche chiacchiere e una prima azione concreta contro la città metropolitana: con gli amici della Lega Nord abbiamo presentato oggi una proposta di delibera in Consiglio regionale per l’indizione di un referendum abrogativo che cancelli la legge Delrio. Siamo orgogliosi di essere stati i primi in Italia a lanciare il sasso, se altre quattro Regioni seguiranno il nostro esempio, la parola tornerà ai cittadini italiani>>. Annuncia Maurizio Marrone, consigliere di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale in Regione Piemonte e in Comune di Torino nella conferenza stampa tenuta con i consiglieri regionali della Lega Nord Gianna Gancia e Alessandro Benvenuto.

<<Ma anche qualora il Consiglio regionale del Piemonte bocciasse la proposta FDI-LN noi amministratori del territorio siamo pronti alla mobilitazione per arrivare comunque al referendum abrogativo>> aggiunge Paolo Giardino, consigliere nel Comune di Villarbasse e candidato al consiglio metropolitano di Torino nella Lista Civica Alternativa per il Territorio, che spiega: <<abbiamo provveduto a costituire il comitato referendario per l’abrogazione della legge Delrio, con i moduli per le raccolte firme già pronti a girare: così voglio rassicurare i tanti sindaci e consiglieri comunali indignati da queste elezioni farsa e intenzionati all’astensione garantendo loro che noi vogliamo entrare nel Consiglio metropolitano per combattere dall’interno il “mostro accentratore” imposto dal governo Renzi, e non per partecipare al teatrino della spartizione di poltrone>>.

<<Altrimenti avremmo scelto la strada comoda del listone delle larghe intese in cui hanno trovato spazio molti politici torinesi ai danni della rappresentatività degli amministratori dei piccoli comuni. Se entrerò a far parte del Consiglio metropolitano vigilerò sul rispetto delle prerogative dei piccoli Comuni dall’abbraccio mortale del capoluogo straindebitato, in sede di stesura dello Statuto, se necessario con il più feroce ostruzionismo. Mi batterò affinché questo nuovo ente non sia l’ennesima morsa alle ormai vuote casse comunali che rischiano di dover far fronte, oltre al resto,  anche a spese aggiuntive come ad esempio lo spazzamento neve. Un ente che si sostituisce alla provincia privando il territorio del suo diritto ad eleggere democraticamente i propri rappresentanti e’ un ente che va combattuto e non ignorato. L’astensionismo è pericoloso per i piccoli enti. Raccoglieremo le firme sotto le centinaia di campanili della Provincia di Torino per cancellare la Città metropolitana dalla legislazione italiana>> conclude Giardino.

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