Il Comune di Chieri darà la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Anche Torino ci sta pensando: la richiesta arriva da Chiara Foglietta (Pd)

Liliana Segre sarà cittadina onoraria di Chieri. E' questa la richiesta avanzata dai consiglieri comunali Tommaso Varaldo (Forza Italia) e Rachele Sacco (Progetto per Chieri Salviamo l’Ospedale Insieme) che è stata prontamente accolta dal sindaco Alessandro Sicchiero. 

"Abbiamo presentato una mozione - hanno spiegato in una nota stampa congiunta - che impegna il Sindaco di Chieri sia a conferire alla Senatrice a vita Liliana Segre la cittadinanza onoraria del Comune di Chieri sia a organizzare un momento di incontro con la Senatrice e i giovani, per ascoltare la Sua preziosa testimonianza oltre che per condurla a visitare ciò che rimane dell’antico ghetto ebraico della Città. Apprendiamo con gioia la dichiarazione del sindaco, che accoglie con favore la nostra iniziativa attivandosi da subito con la procedura per il conferimento".

Un gesto simbolico ma non solo, che invita alla sensibilizzazione della memoria dell'Olocausto, in particolare tra i più giovani. "La Senatrice a vita Liliana Segre - concludono - rappresenta per tutta Italia un'instancabile e preziosa testimonianza di una delle barbarie più tragiche della storia. Siamo certi che la Città di Chieri accoglierà con gioia e onore la Senatrice Liliana Segre come cittadina onoraria".

La proposta anche in Comune a Torino

Intanto la stessa proposta è arrivata anche a Palazzo di Città, a Torino, dalla consigliera e vice capogruppo del Partito Democratico, Chiara Foglietta. "Oggi ho depositato una mozione - scrive su Facebook -, raccogliendo più delle firme necessarie, per conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Un gesto, non solo simbolico, per riaffermare da che parte stiamo, da che parte sta Torino, una città che ha ricevuto la medaglia d’oro al valore militare per l’alto sacrificio nella Resistenza e nella lotta di Liberazione dal nazifascismo".

Liliana Segre aveva 13 anni quando, insieme alla sua famiglia, dopo aver subito l'umiliazione e la crudeltà delle carceri fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz. Lì, da sola, affrontò l’inferno del campo di sterminio e del lavoro forzato. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati al Campo di concentramento di Auschwitz, Liliana Segre è tra i soli 25 bambini sopravvissuti. Della sua esperienza, per molto tempo, non ha mai voluto parlare pubblicamente. Ha deciso di interrompere questo silenzio nei primi anni ’90 e da allora ha partecipato a decine e decine di assemblee scolastiche e convegni per raccontare ai giovani la propria storia anche a nome dei milioni di altri che l’hanno con lei condivisa senza aver fatto ritorno a casa per poterla raccontare

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