Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Alberto Musy, lettera della moglie a Fassino: "Aiutatatelo a dimettersi"

"Aiutate mio marito a dimettersi dalla carica di consigliere comunale perché lui non è in grado di farlo". E' l'invito contenuto in una lettera che Angelica d'Auvare, la moglie di Alberto Musy, ha mandato al sindaco Fassino e ai consiglieri comunali

Domani sarà passato esattamente un anno dall'aggressione fatta al Consigliere comunale Alberto Musy. Era il 21 marzo del 2012 quando un uomo, celato da un casco nero in testa, gli sparò da pochi passi nel suo androne di casa. Dodici interminabili mesi per la sua famiglia, che ha prima sperato che Alberto ce la facesse a sopravvivere, e ora, anzi da qualche mese, si chiede se e quando potrà tornare ad una vita normale, svegliandosi da quel letto di ospedale da cui non si alza ormai da troppo tempo.

Da un anno Alberto Musy è assente dal suo posto all'interno della Sala Rossa. Dopo tutto questo tempo e vista l'impossibilità di dire con certezza quando potrà tornare a vestire i panni di politico, la moglie Angelica Corporandi d'Auvare ha scritto una lettera al sindaco di Torino Piero Fassino e a tutti i Consiglieri comunali con poche ma chiare parole: "Aiutate mio marito a dimettersi dalla carica di consigliere comunale perché lui non è in grado di farlo".

La moglie nella lettera si firma semplicemente Angelica Musy e si dice convinta che se suo marito potesse si dimetterebbe subito, ma non può. "Sono sicura - scrive la donna - che se Alberto si accorgesse di non essere più in grado di svolgere le funzioni pubbliche di consigliere, non esiterebbe a rassegnare le dimissioni, per consentire ad altri di svolgere quelle funzioni pubbliche e al Consiglio di tornare a operare nel suo plenum, garanzia di democraticità". La moglie di Alberto Musy spera che in Sala Rossa possano trovare una piega nei regolamenti, un cavillo, qualsiasi cosa che permetta di raggiungere una soluzione in sintonia con la visione del mondo e della vita del marito. "Credo di non tradire il pensiero di Alberto - spiega Angelica - dicendo che ha sempre inteso l'impegno in politica come un servizio per restituire qualcosa alla Città e al Paese, mettendo la sua esperienza e le sue capacità a disposizione delle istituzioni democratiche, esercitando le funzioni pubbliche con 'disciplina e onore' per provare a realizzare libertà e giustizia".

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