La Circoscrizione 3 cambia presidente, ecco chi è Francesco Daniele

Abbiamo intervistato il successore di Daniele Valle, presidente della Circoscrizione dei quartieri Cit Turin, Cenisia, Pozzo Strada e San Paolo diventato consigliere regionale. Ecco chi è il nuovo numero uno di corso Peschiera

Venticinque anni, laureato in ingegneria gestionale ed appassionato da sempre di politica. Stiamo parlando di Francesco Daniele, il nuovo presidente della circoscrizione Tre di Torino, succeduto ad un altro giovanissimo, quel Daniele Valle entrato in Consiglio regionale a maggio nelle fila del Partito Democratico. Dopo tre anni e mezzo da consigliere, con delega anche allo Sport, da un paio di settimane è stato elevato al ruolo più alto all'interno del Consiglio di corso Peschiera.

Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e per fare il punto della situazione della Terza circoscrizione di Torino, quella che comprende i quartieri di Cit Turin, Cenisia, Pozzo Strada e San Paolo.

Salve Daniele, la circoscrizione Tre è passata da un presidente giovane ad un ancora più giovane, lei. Una grossa responsabilità.
Sì è una grossa responsabilità. Il ruolo di presidente è nettamente differente da quello di consigliere. Il presidente è il riferimento principale dei cittadini ed è il primo intermediario con il Comune. Esserlo diventato a 25 anni è sicuramente faticoso perché questo è un quartiere da 130mila abitanti, ma allo stesso tempo molto stimolante.

Dopo tre anni e mezzo passa dai banchi del Consiglio alla poltrona più importante. Come cambieranno i rapporti con i consiglieri?
Non cambieranno perché questo non è un Consiglio come gli altri. Non lo dico perché ora sono il presidente, ma ho visto che c'è una responsabilità verso i problemi dei cittadini, anche quando le opinioni sono diverse se ne riesce a discutere. Ci sono consiglieri che non votano solo per il partito di cui fanno parte, non guardano chi presenta i documenti, ma guardano il documento stesso. Ovviamente è merito anche delle persone che compongono la minoranza, che io non chiamo opposizione.

La sua presidente è una storia che inevitabilmente si intreccia con Torino e con la politica.
Sì io sono nato in Calabria e a quattro anni con la mia famiglia ci siamo trasferiti a Torino. Mio padre è stato sindaco in un piccolo comune della provincia di Crotone, ma qui in città non ha più fatto politica attiva. A differenza mia che invece sono iscritto dal 2007 al Partito Democratico al circolo Carpanini. E' lì che sono cresciuto politicamente perché è un luogo in cui si parla di politica anche con altri giovani. La mia vocazione nel rappresentare gli altri invece nasce al liceo. Ho fatto lo scientifico al Catteneo e lì sono diventato il primo rappresentante di istituto eletto nella succursale e non nella sede principale della scuola. La "rappresentanza" è un concetto che ho imparato in quei mesi.

Poi il passaggio ad ingegneria e l'ingresso in Consiglio di circoscrizione.
La politica mi ha sempre affascinato. In casa si è sempre parlato di questo argomento quindi lo masticavo già prima di tesserarmi al Pd. Ma da qui a credere di diventare a 25 anni presidente del mio quartiere o a 22 anni di entrare in Consiglio ce ne passa. Ricordo ancora che decisi di candidarmi alle elezioni del 2011 il 24 aprile 2010. Fu una scelta molto ponderata e non ero nemmeno sicuro di poter farcela ad entrare. Calcoli alla mano mi servivano circa 300 preferenze. Invece ho avuto l'appoggio di 638 persone, quelle che mi hanno votato, e sono risultato il più eletto della circoscrizione e il secondo di tutto il Comune di Torino.

Vista la laurea già conseguita, domanda d'obbligo: dovesse scegliere, vede l'ingegneria o la politica nel suo futuro?
Spero entrambi, ma non voglio che la politica diventi una poltrona su cui dovermi sedere per forza. Mi spiego meglio perché è un concetto per me fondamentale. Avere un lavoro per me è importante per poter anche dire dei "no", per non dover scendere a compromessi pur di stare in politica. Il ruolo della politica per me ha un altro valore, non economico. Per quello c'è il lavoro.

Da presidente, anche se da poco, ha in mano la situazione della Circoscrizione. Quali sono le criticità che le segnalano maggiormente i cittadini?
Un punto cruciale su tutti è il rifacimento di corso Racconigi da piazza Marmolada. Poi i problemi sono simili in tutti i quartieri e si va dalle buche allo sfalcio dell'erba, un problema che ha toccato tutta la città questa estate. Il problema è che con i tagli non si può fare tutto e quindi bisogna fare delle scelte. Tante volte qui in Circoscrizione ci inventiamo soluzioni insieme alle associazioni pur di sopperire alla mancanza di fondi.

E cosa invece caratterizza questi quartieri?
Penso la capacità di reinventarsi. Ad esempio la sede di corso Peschiera era una fabbrica, così come tante altre zone. Vorrei che questa diventasse una Circoscrizione universitaria. D'altronde abbiamo il Politecnico, il Cus Torino, abbiamo diversi alloggi e collegi per studenti, molti dei quali non sono torinesi, ma magari arrivano dal sud o dall'estero. Per questo motivo dovremmo creare e incentivare servizi complementari, anche grazie alle associazioni.

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Ultima domanda. Prima di lasciarle il suo posto, cosa le ha detto Daniele Valle?
Mi ha detto che questo ruolo gli mancherà un sacco. E' entrato in Regione e quindi ha responsabilità diverse e quello di presidente di Circoscrizione è un lavoro che si deve necessariamente fare a tempo pieno e voleva che fosse fatto bene. Spero di non deludere lui, né i cittadini.

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