Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Spese folli in Regione, iniziano gli interrogatori dei magistrati

Nei prossimi venti giorni saranno ascoltati dai magistrati tutti i cinquantadue consiglieri regionali raggiunti dall'avviso di garanzia nelle scorse settimane. Il primo a essere chiamato è il capogruppo della Lega Nord

L'indagine della Procura di Torino sulle spese dei gruppi consiliari della Regione Piemonte entra nel vivo. Questa mattina hanno preso il via gli interrogatori nei confronti dei consiglieri regionali.

Il primo in ordine cronologico a presentarsi davanti ai magistrati sarebbe dovuto essere Mario Carossa della Lega Nord. Il condizionale è stato d'obbligo perché il consigliere non si è sottoposto all'interrogatorio ma ha consegnato una memoria difensiva contenente spiegazioni sul senso e il significato delle spese contestate dagli inquirenti. Secondo quanto si apprende avrebbe utilizzato i fondi per attività che rientrano nella sfera politica.

Nella giornata di oggi saranno ascoltati dai pubblici ministeri altri due consiglieri regionali. Nei prossimi venti giorni toccherà a tutti i cinquantadue eletti raggiunti dall'avviso di garanzia nelle scorse settimane.

Gli interrogatori iniziati stamattina sono stati anticipati pochi giorni fa dalle dichiarazioni del consigliere regionale del Pd, Nino Boeti, il quale ha scritto sul suo profilo facebook che "non appena la magistratura si sarà pronunciata sulle spese che mi riguardano, 3 mila euro in tre anni, presenterò le mie dimissioni". Una decisione presa e che sarà resa ufficiale in caso di rinvio a giudizio e anche - scrive - in caso di archiviazione della questione.

"La legge regionale del '72, il regolamento del consiglio regionale e la nuova legge approvata 4 mesi fa dal Governo Monti - ha scritto ancora Boeti - indicavano come potevano essere utilizzati i soldi che il Consiglio regionale destinava ai gruppi e a questi principi mi sono attenuto. Indipendentemente però dal merito e dalle valutazioni che la magistratura farà, ho deciso comunque di chiudere la mia esperienza in questa legislatura per una questione politica. Credo che sia difficile che il Consiglio regionale possa continuare a lavorare in questa situazione. Ed anche per una questione personale. Sento il bisogno di ritornare a fare il medico a tempo pieno".

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