Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

I giovani torinesi e la precarietà: una piaga che deve cambiare

Contratti a progetto, di collaborazione, di sostituzione. Oggi i giovani vivono nella precarietà e nella paura. Chissà se le nuove elezioni regionali porteranno al cambiamento

Tagli, tagli ed ancora tagli. Su questo punto si sono fondate la maggior parte delle proteste attuate da professionisti e studenti nell'arco dei quattro anni della giunta Cota. Gli studenti se lo ricordano bene: per l'anno accademico 2014-2015 avranno a disposizione 2milioni in meno per poter accedere alle Borse Studio. E poi, qualcuno si lamenta della cosiddetta "fuga di cervelli" diretta verso quelle parti del mondo dove i giovani sono considerati come una risorsa da impiegare, non come un fardello da mettere nell'angolo.

E anche quando gli studi sono finiti si precipita nel baratro della precarietà: ormai tutti i mestieri ne sono coinvolti. Contratti a progetto, di collaborazione, contratti che durano due mesi o che, semplicemente, sostituiscono una maternità. Come quello di un'infermiera del Gradenigo:  "L'altra settimana ho firmato un nuovo contratto con il Gradenigo - afferma la giovane - Un contratto del quale ho paura: una sostituzione maternità con possibilità che il contratto venga reciso, senza obbligo di preavviso, dall'oggi al domani, quando la mia collega che sostituisco vorrà rientrare".

In situazioni come queste, l'unico scampo sembra essere la fuga e non è una questione di codardaggine. La meta più sicura sembra essere il Regno Unito: "Solo lì hai un lavoro sicuro, per quanto riguarda la professione nostra - ci spiega ancora l'infermiera -. Lì puoi pensare di farti progetti, perchè firmi da subito un contratto a tempo indeterminato". Ma come è possibile che per avere un futuro si debba essere costretti ad andarsene? Tra qualche mese ci saranno le elezioni regionali e, malgrado la delusione dei precedenti governi, un po' di speranza è rimasta, soprattutto nei confronti di quelle linee politiche che una mano ai giovani la vogliono dare sul serio: "Per un Piemonte che si rimette in marcia, si deve partire nel dare opportunità agli studenti ed impedire che ci siano disuglianze - affema il consigliere comunale di Sel Marco Grimaldi -. A livello di disoccupazione giovanile siamo diventati un Paese senza diritti e senza opportunità".

Infatti, anche il diritto di costruirsi una vita dignitosa viene declassato all'ultima nota della lista delle cose che si possono fare, perchè comprarsi una casa diventa impossibile in una simile situazione di precarietà. Su questo aspetto punta ancora Marco Grimaldi con la sua proposta si stanziare un fondo speciale per dare l'opportunità a 500 torinesi di farsi concedere un mutuo. Il Piemonte deve ripartire e, forse, questa è la strada giusta.
 

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