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Spunta il "canone comunale" in bolletta, l'aumento fa storcere il naso ai torinesi

L'importo in questione, addebitato in un'unica soluzione sulla bolletta più bassa, si suddivide in 15,99 euro per il 2012 e in 8,04 euro per l'anno successivo: un adeguamento retroattivo non troppo chiaro che ha fatto storcere il naso a molti cittadini

Ancora sorprese, e tutt'altro che gradite, per il portafoglio dei torinesi. Nelle scorse settimane infatti, i clienti di Eni Gas&Power si sono visti addebitare sull'ultima bolletta della fornitura domestica del gas, un non meglio precisato "canone comunale". Tale addebito è relativo agli anni 2012 e 2013 e arriva a pesare tra il 20 e il 30% sul totale della bolletta.

L'importo in questione, addebitato in un'unica soluzione sulla bolletta più bassa, si suddivide in 15,99 euro per il 2012 e in 8,04 euro per l'anno successivo: un adeguamento retroattivo non troppo chiaro che ha fatto storcere il naso a molti cittadini. "Si tratta di una cifra che se a molti sembra insignificante, per chi fatica ad arrivare a fine mese puó costituire un problema - ha specificato Vittorio Bertola, consigliere M5S -. Molti cittadini si sono giá lamentati ed è giusto fare chiarezza: addebitare la cifra in questa maniera non è logico".

Il canone comunale in realtà è sempre esistito ma facendo un salto indietro nel tempo e andando a scartabellare nei complessi meandri della burocrazia, si riesce a capire qualcosa di piú. Si risale così ai tempi del sindaco Sergio Chiamparino e alla delibera 2010-0888/064 che ha stabilito che in bolletta, da parte delle società di vendita del gas, fosse istituita un'apposita componente tariffaria denominata "canone comunale". Importo che, come ha autorizzato il benestare dell'Autorità garante, puó essere riscosso da AES - responsabile della distribuzione del gas sul territorio torinese - e da tutti i fornitori nati con la liberalizzazione del mercato di energia, direttamente dal cliente finale. La cifra, destinata a pagare la concessione del servizio di distribuzione del gas, viene poi versata in un secondo momento da AES al comune di Torino.

"Alla città questo canone viene riconosciuto fino dal 2011 e in realtà sarebbe giá dovuto risultare in bolletta da marzo  - ha risposto Giuliana Tedesco, assessore alle Società Partecipate di Torino - ma il Comune non ha nulla a che vedere con la decisione di Eni di addebitare la cifra ai cittadini in un'unica soluzione".

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