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Firme false per le regionali, condannato Giovine a due anni e otto mesi

E' stato condannato l'ex consigliere Michele Giovine per i brogli elettorali relativi alla sua lista Pensionati, che fu decisiva per la vittoria di Cota nel 2010

La condanna, alla fine, è diventata definitiva. Per Michele Giovine, candidato alle regionali a sostegno dell’attuale governatore del Piemonte Roberto Cota con la lista dei Pensionati, è stata confermata la condanna di due anni e otto mesi inflitti dalla Corte d'Appello lo scorso 22 maggio. Ieri è stato respinto il ricorso presentato dai suoi difensori, dando così modo di riaprire la partita sui ricorsi elettorali e sulla possibile decadenza di Roberto Cota da presidente della Regione Piemonte: giovine aveva, infatti, raccolto 27mila voti, decisivi per eleggere il candidato del Carroccio.

Mercedes Bresso, l’ex governatrice del Piemonte sconfitta da Cota, incalza immediatamente: "Cota dovrebbe rassegnare le dimissioni e concedere al Piemonte una guida più autorevole e legittimata". L'ex presidente si augura inoltre "una veloce ripresa dell'iter amministrativo".

Esulta il centrosinistra, che ora attende il giudizio del Tar: “L'intera lista 'Pensionati per Cota' è nulla. E se salta la lista, salta Cota", dicono i Radicali. Il Pd, tramite Aldo Reschigna e Gianfranco Morgando, spiega: "Adesso i cittadini del Piemonte sanno con certezza che le irregolarità ci furono e che furono essenziali per la vittoria di Roberto Cota”.

Cota, dal canto suo, definisce la vicenda una “non notizia”, che "non c'entra un fico secco con il risultato delle elezioni", aggiungendo che "per gli stessi motivi hanno già condannato un autenticatore di una lista collegata alla Bresso". Per il presidente del Piemonte "La notizia è che a tre anni dalle elezioni si parli ancora di queste beghe, che in un Paese normale dovrebbero essere verificate definitivamente tutte prima del voto. Mentre i giornali continuano a trascurare le cose veramente importanti".

Mario Carossa, Presidente del Gruppo regionale della Lega Nord, attacca: “Sono allibito e disgustato dalla sfacciataggine di Mercedes Bresso che ben consapevole di avere avuto una lista che la sosteneva condannata per le stesse ragioni di quella di Giovine, ora chiede che il Presidente Cota si dimetta. È semplicemente ridicola. Forse non si rende conto del danno che ha già causato ai piemontesi con il suo governo e con la sua ossessione per i tribunali. La sentenza odierna non c'entra nulla con le preferenze che i piemontesi hanno chiaramente dato all'attuale governo".

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