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"Sulla salute non si scherza", Avigliana si mobilita contro la chiusura dell'ospedale

Alla rete dei sindaci si sta affiancando una forte iniziativa popolare: 5 mila firme contro il sacrificio dell'ospedale di Avigliana. Il sindaco: "Sulla salute non si scherza, si spende"

5000 firme in pochi giorni, la difesa dell'ospedale di Avigliana è appena cominciata. Tutta la Val Susa, istituzioni e popolazione, non stanno perdendo tempo e prima che sia troppo tardi stan facendo di tutto per far sentire la propria voce riguardo i tagli imposti nell'Asl3 dal piano di rientro del sistema sanitario preposto dalla Regione.

Dopo la sottoscrizione di un documento approvato all'unanimità da tutti i sindaci rappresentati i comuni della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone nella scorsa settimana, sabato ci si è incontrati nel consiglio comunale aperto di Avigliana per continuare a costruire un percorso che possa evitare questi netti tagli di personale, oltre la chiusura del reparto di primo intervento e day surgery: "Siamo uniti e determinati più che mai – dichiara il sindaco di Avigliana Carla Mattioli, in prima linea in questa battaglia – per esprimere la nostra contrarietà rispetto questo piano di rientro"

"Una serie di limitazioni - continua il sindaco - che coinvolge praticamente solo il nostro territorio, con il nostro ospedale che rappresenterà la prima testa a dover cadere. In questi anni, nonostante nelle aree montane il tasso di mortalità sia più alto che in città, la Val Susa ha visto scendere sensibilmente questo dato proprio grazie all'efficienza della nostra rete ospedaliera. Sulla salute non si scherza, si spende. In Regione non sembrano essere d'accordo".

Al consiglio di sabato scorso, nonostante l'invito, non si sono presentati nè il Presidente Cota, né l'Assessore Ferrero. Ma un confronto dovrebbe essere solo rimandato a domani, quando si terrà la conferenza dei sindaci dell'Asl 3: "Già in passato abbiamo provato a farci sentire, evidentemente senza successo – continua Mattioli -. Da domani chiederemo con ancor più forza un confronto che possa permettere di capire realmente le esigenze del nostro territorio. D'altronde oltre all'ospedale di Avigliana, anche altre realtà subiranno modifiche o tagli sensibili come ad esempio l'ospedale di Venaria Reale che si trasformerà in un punto di primo intervento. In sostanza si vuole far concentrare tutta l'affluenza all'ospedale di Rivoli, ma anche con uno spostamento di personale in quella sede come si può pensare che una sola struttura possa reggere una realtà ampia come quella dell'intera Val Susa?".


La situazione, insomma, è in grande fermento. Ed alla rete dei sindaci si sta affiancando una forte iniziativa popolare: in breve si è andato a comporre un comitato spontaneo capace di raccogliere, come detto, ben 5000 firme in pochi giorni per dire no al sacrificio dell'ospedale di Avigliana. Sabato inoltre si muoverà una manifestazione di protesta proprio ad Avigliana: a partire dalle 16 il corteo in piazzale della Posta alla volta dell'ospedale. "Un'ulteriore modo per far capire a tutti che siamo uniti e che non vogliamo e possiamo pagare per tutti", conclude il sindaco Mattioli.

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