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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica

Nato da due mamme, il Comune non riconosce il figlio della consigliera Foglietta

Appendino: "Disponibile alla registrazione ma c'è un vuoto normativo"

"Personalmente sono favorevole e disponibile a procedere con la registrazione ma in un contesto di vuoto normativo come quello attuale, potrebbe non essere garantito il diritto dei genitori quanto dei figli". Così la sindaca Chiara Appendino a proposito del mancato riconoscimento da parte del Comune di Torino di Niccolò Pietro, figlio della consigliera Pd Chiara Foglietta e della compagna, concepito con la procreazione assistita in Danimarca. 

Vuoto normativo 

A denunciare il fatto la stessa Foglietta che ieri, 17 aprile, si è presentata all'anagrafe per registrare il piccolo, nato lo scorso 13 aprile. Un problema di vuoto normativo, così come è stato spiegato dall'avvocato della coppia, Alexander Schuster: in Italia la legge non riconosce i figli nati con la riproduzione assistita ma obbliga a dichiarare che la nascita deriva dall'unione con un uomo, cioè il falso. Cosa che Foglietta si è rifiutata di fare: "Ciascun bambino ha diritto di conoscere la propria storia" ha dichiarato. 

"Massimo impegno dell'amministrazione"

"La legge al momento non prevede il riconoscimento dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali nati in Italia. Il mio impegno e quello dell'amministrazione è massimo - ha continuato la sindaca -, con il supporto degli uffici e dell'avvocatura abbiamo avviato una serie di percorsi e di azioni volti a una definitiva e generale risoluzione delle problematiche, coinvolgendo tutte le istituzioni preposte, gli enti locali e le associazioni".

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