Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Festa delle Donne, Ilda Curti: "Non siamo sole, le istituzioni ci proteggono"

Quali sono le iniziative promosse dal Comune per la lotta contro la violenza delle donne? Sono stati fatti passi avanti verso una democrazia paritaria? Lo abbiamo chiesto all'Assessore comunale Pari Opportunità Ilda Curti

Sin dall'antichità e ancora oggi, in alcune società del mondo, la donna viene considerata in modo diverso rispetto all'uomo, come se poggiasse i piedi su un gradino più basso. Niente professioni di rilievo, niente posizioni di comando e tanta violenza, come se ad arrogare il diritto agli uomini di tale maltrattamento fosse stata semplicemente la cultura. Perchè spesso, la mancata considerazione della donna, è vista come un "fatto di cultura".

Proprio oggi, in occasione della Festa della Donna, abbiamo sentito Ilda Curti, assessore comunale delle Pari Opportunità per capire in che modo, la nostra Regione, si occupa di questa grande fetta della società che, diciamolo, se da una parte a fatica ha ottenuto alcuni diritti paritari, dall'altra è continuamente vittima di violenza e soprusi. Due facce della stessa medaglia che, purtroppo, sembrano viaggiare di pari passo.

Attualmente in Comune esistono delle iniziative a difesa delle donne che subiscono violenza?
Certamente. Innanzitutto, come Comune, abbiamo un coordinamento con tutte le istituzioni e le associazioni che si occupano della violenza contro le donne, quindi Provincia, Regione, forze dell'ordine, Prefettura, ospedali ASL. Con loro condividiamo progetti ed iniziative per informare le donne e formare chi accoglie le donne vittime di violenza.

Sì, perchè anche la formazione di chi si trova ad accogliere una donna vittima di violenza, rappresenta un aspetto fondamentale del percorso. Ma quali sono, in concreto, i progetti che si occupano di questa tematica?
Uno dei principali progetti si chiama ASIIR, finanziato dal ministero delle Pari Opportunità. Grazie a questo progetto è stato possibile aprire un centro di accoglienza presso il centro per la famiglia dove rispondono degli operatori al numero nazionale 1522 e dove le donne che chiamano vengono orientate a seconda del problema che comunicano. Abbiamo quindi sia un'assistenza telefonica che fisica.

Affrontare la  violenza sulle donne senza occuparsi degli uomini è, tuttavia, riduttivo. A tal proposito, in Provincia, è nato il progetto "Tavolo dei maltrattanti". Assessore Curti, ci spiega meglio di cosa si tratta?
E' un'importante iniziativa, tra le prime in Italia. Con l'associazione "Cerchia degli uomini" alla quale prendono parte psicologici  e operatori sanitari, si cerca di agire su quello che è l'aspetto principale della violenza sulle donne, ovvero sull'ascolto ed il trattamento degli uomini maltrattanti. In primo luogo attraverso l'educazione nelle scuole e la riflessione dei rapporti sociali. Questo è un aspetto molto importante perchè se non si va alla causa, continueremo sempre a curare solo i sintomi. Le donne non devono avere paura. Devono sapere che le istituzioni sono pronte ad accoglierle.

L'altra faccia della medaglia, invece, ha visto le donne negli ultimi anni acquistare sempre più diritti, soprattutto per ciò che riguarda le posizioni di rilievo in ambito professionale. Da tempo si parla delle cosiddette "quote rosa" e della presenza femminile all'interno delle istituzioni politiche. In vista delle nuove elezioni, ci sono dei progetti di legge in Comune per l'introduzione di una percentuale di donne maggiore rispetto a quella attuale?
La Commisione Pari Opportunità sta lavorando in Consiglio comunale per cambiare lo Statuto per una democrazia paritaria anche nelle Circoscrizioni. A livello nazionale, invece, in queste ore è in discussione in Parlamento la riforma della legge elettorale. Ed è un po' demoralizzante che proprio in prossimità della festa della Donna, l'emendamento che prevedeva una maggiore democrazia paritaria con l'elezione in egual misura di uomini e donne sia un po' arretrata e non ci sia una condivisione assoluta.

Un dibattito importante quello sulle "quote rosa", all'ordine del giorno. Chiediamo così all'assessore Ilda Curti cosa ne pensa in proposito.
Sinceramente penso che le "quote rosa" siano una forzatura necessaria. Non ne sono contenta perchè penso che in una democrazia non ci debba essere bisogno di quote. Tuttavia, da quando la donna ha ottenuto l'elettorato attivo e passivo, i passi avanti non sono stati troppi. L'Italia è al 23esimo posto per presenza delle donne nelle istituzioni quindi penso che una forzatura a tal proposito sia necessaria.

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