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Pd all'attacco: "Cota si dimetta per manifesta cretineria"

Il Partito Democratico si unisce contro il Presidente Roberto Cota perché "preferisce gli impegni da dirigente della Lega piuttosto che quelli istituzionali". Esposito chiede le dimissioni

"Le parole con cui Roberto Cota accusa il Presidente Monti di ‘sgarbo istituzionale’, per essersi permesso di convocare le parti sociali in concomitanza con il ‘parlamento padano’, sono talmente incredibili che non meriterebbero di venire commentate". A dirlo è il deputato del Pd Stefano Esposito, che accusa il Presidente della Regione Cota di "preferire Roma, Vicenza, Pontida o gli studi televisivi pur di non stare in Piazza Castello o a Palazzo Lascaris". La soluzione, per Esposito, è una sola: "Dimettersi per la sua manifesta ‘cretineria’ politica ed istituzionale", perché "un Presidente così non ce lo meritiamo e non se lo meritano neppure gli elettori del PdL e della Lega".

La vicenda ruota attorno alla convocazione, per domenica prossima, dell'incontro con il Governo chiesto dal neo premier Mario Monti. Il Governatore Cota non sarà presente. Al suo posto andrà l'assessore al Bilancio di Torino, Giovanna Quaglià. "Ho sperato in una diversa sensibilità istituzionale nell'organizzazione di questa riunione - ha detto Cota - ma purtroppo non è stato così".


L'assenza è ribadita anche dal capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Aldo Reschigna, che ironizza: "A Roberto Cota, che ai suoi doveri di presidente del Piemonte antepone il ruolo di dirigente leghista, chiediamo se i soldi tagliati al Piemonte dal precedente governo li restituirà Bossi domenica a Vicenza". "Questo atteggiamento - ha concluso Reschigna - non è più tollerabile, Cota deve mettere in primo piano i suoi doveri, e andare a Roma per difendere gli interessi del Piemonte".

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