Elezioni Regionali Piemonte

Sergio Chiamparino: intervista al candidato Presidente della Regione

L'ex sindaco di Torino scende in campo per la presidenza della Regione Piemonte. A sostenerlo diversi partiti, convinti della sua elezione. Il settore da cui ripartire? "La Sanità, è stata decisamente maltrattata da Cota"

Sergio Chiamparino è il candidato messo in campo dal Partito Democratico. La sua candidatura è stata spesa senza fare le Primarie, cosa che qualcuno del partito invece avrebbe voluto, ma molto probabilmente nessuno sarebbe stato all'altezza dell'ex sindaco di Torino. Ha fatto il giro del Piemonte a bordo della sua auto e ha incontrato moltissimi piemontesi, facendosi raccontare quello che dovrebbe essere cambiato per vivere più serenamente.

Della coalizione che sostiene Sergio Chiamparino fanno parte anche Sinistra Ecologia Libertà, Scelta Civica, Italia dei Valori, Moderati e Chiamparino per il Piemonte.

Salve Chiamparino, la campagna elettorale delle prime elezioni anticipate in Piemonte è giunta alla sua conclusione. Come sono andate queste intense settimane e come ha risposto la gente?
Ho scelto di fare una campagna elettorale vecchio stile, muovendomi per tutto il Piemonte con la mia auto personale e incontrando la gente nei mercati, nelle piazze, nelle pro-loco e nelle sedi delle associazioni. Posso dire di aver incontrato il Piemonte vero, quello delle persone che chiedono di essere ascoltate e che sia la politica a muoversi verso di loro con uno sguardo attento. Ho conosciuto tantissime persone che hanno voluto condividere con me le loro storie di lavoro, di impegno, a volte di sconfitte, a volte di vittorie: dal padre che si chiede come aiutare il figlio adulto e disoccupato all’imprenditore che ha saputo investire e innovare, salvaguardando l’occupazione, dagli operai che decidono di cooperare per salvare la loro fabbrica in crisi di liquidità, ai commercianti che resistono orgogliosi della loro storia. Queste persone mi hanno dato la testimonianza di una regione che non è piegata dalla crisi, che sa riprogettare il futuro e che si aspetta, giustamente, che l’amministrazione pubblica sia al suo fianco in questo cammino.

Ha trovato i cittadini stanchi della politica regionale, o ci credono ancora?
Le persone si stancano della politica quando non si sentono ascoltate, o addirittura si sentono ostacolate, nella loro vita quotidiana. L’amministrazione regionale uscente non ha certo dato prova di vicinanza ai piemontesi: troppi i provvedimenti presi senza ascoltare le esigenze dei cittadini e troppi scandali. Ma la fiducia verso la possibilità di un nuovo inizio c’è ancora, ne ho avuto tantissime testimonianze.

Qual è il settore su cui si è fatto poco fino ad oggi in Piemonte e quale invece quello su cui puntare dal giorno dopo le elezioni?
Non saprei fare proprio una classifica: diciamo che la sanità è stata decisamente maltrattata dalla giunta Cota, i tagli lineari hanno lasciato sguarnite molte zone del Piemonte, e non sono state prese le decisioni necessarie per riammodernare la rete ospedaliera. Se sarò eletto Presidente della Regione, mi impegno a razionalizzare la spesa sanitaria e ad alzare il livello di cure in tutto il Piemonte, prendendo come riferimento le nostre eccellenze regionali. Ma il capitolo più urgente è e rimane il lavoro, quello che permette ai cittadini di avere una vita dignitosa e serena. Il mio obiettivo è quello di riuscire a creare un posto in più rispetto a quelli che si perdono: non si potrà realizzare immediatamente, ma puntando su alcuni progetti chiave, che potete trovare nel documento “Manifesto per il Piemonte” scaricabile dal sito www.perchiamparino.it, sono certo che si porranno in breve tempo le basi per un serio rilancio della nostra economia e occupazione.

Il punto cardine del suo programma elettorale?
Come ho detto rispondendo alla domanda precedente, il punto cardine del mio programma elettorale è il lavoro, le azioni fondamentali sono innovazione, trasparenza, sburocratizzazione, accompagnamento al lavoro e sostegno alla formazione professionale. In tutti i campi a cominciare dall’industria ma senza trascurare ovviamente agricoltura e turismo che possono essere una miniera di risorse per creare lavoro nella nostra regione.

Venendo al 25 maggio, ci potranno essere sorprese?
Spero proprio di no. Non credo ce ne saranno.

L'astensionismo nelle ultime elezioni è stato in crescita. Lanci un appello. Perché i piemontesi dovrebbero andare a votare?
Votate il 25 maggio, perché è l’unico modo per dare al Piemonte la possibilità di un nuovo inizio all’insegna della legalità e dell’orgoglio per a nostra terra.

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