Sabato, 23 Ottobre 2021
Elezioni Regionali Piemonte

Gilberto Pichetto: intervista al candidato Presidente della Regione

Pichetto è il candidato di Forza Italia per la Regione Piemonte e vuole ripartire dal lavoro perché "Se c'è lavoro, se le imprese producono e commercializzano, allora c'è reddito, c'è soddisfazione"

Segretario regionale di Forza Italia e una grande esperienza politica maturata in molti anni. La candidatura di Gilberto Pichetto a Presidente della Regione Piemonte è arrivata direttamente da Silvio Berlusconi. Nell'ultima legislatura di Roberto Cota, Pichetto è stato vice Presidente e assessore con deleghe al Bilancio, al Lavoro e alle Politiche Sociali.

Pichetto per la Regione vuole ripartire dal lavoro perché "Se c’è lavoro, se le imprese producono e commercializzano, allora c’è reddito, c’è soddisfazione". Lo sostengono Forza Italia, Lega Nord, Destra Unite, Grande Sud Azzurri Italiani, Pensionati, Verdi Verdi e Civica per il Piemonte.

Salve Pichetto, la campagna elettorale delle prime elezioni anticipate in Piemonte è giunta alla sua conclusione. Come sono andate queste intense settimane e come ha risposto la gente?
Siamo partiti in salita, ma andando in giro, giorno per giorno ho trovato molta attenzione e questo costituisce per me uno stimolo per incrementare il consenso. Oggi sento una forte attenzione per le nostre proposte e sono fiducioso. La nostra proposta rappresenta una risposta forte all'antipolitica dilagante. Sono convito che l’elettore moderato non vorrà disperdere il proprio voto e lo concentrerà su Forza Italia. La gente chiede buon governo, programmi seri e candidati affidabili: noi siamo la risposta giusta.

Ha trovato i cittadini stanchi della politica regionale, o ci credono ancora?
C’è un’innegabile disaffezione alla politica. Ma un conto è ciò che si dice per sconforto, un altro è il discorse che emerge dai confronti seri, pacati, al lavoro, bar, in piazza. C’è sfiducia nel mondo politico ma al tempo stesso c’è una forte domanda di buona politica. La gente che ho incontrato e con la quale ho avuto il privilegio di poter parlare, alla fine si è dimostrata molto sensibile, attenta. E con la voglia di impegnarsi e di cambiare le cose. È un buon inizio.

Qual è il settore su cui si è fatto poco fino ad oggi in Piemonte e quale invece quello su cui puntare dal giorno dopo le elezioni?
Purtroppo non conta quanto si è fatto. Perché in ogni caso non è sufficiente. La prima emergenza è il lavoro, che non si crea per legge, ma con progetti seri e con una serie di interventi che favoriscano l’eliminazione della burocrazia inutile, l’abbattimento delle imposte regionali per favorire nuove assunzioni, il potenziamento dell’istruzione e della formazione professionale. Bisogna anche puntare decisamente sul potenziamento delle infrastrutture e sul miglioramento della sanità: la qualità della vita si gioca anche su questi fronti.

Il punto cardine del suo programma elettorale?
Lavoro, lavoro, lavoro. Se c’è lavoro, se le imprese producono e commercializzano, allora c’è reddito, c’è soddisfazione. Dobbiamo tornare a crescere. Se saremo eletti faremo subito tre interventi: ridurremo l’Irap azzerandolo per le nuove imprese e le nuove assunzioni, aboliremo il bollo per le auto aziendali di commercianti e artigiani, ridurremo le liste d’attesa nella sanità. Poi passeremo agli altri punti. Vogliamo un Piemonte fiducioso.

Venendo al 25 maggio, ci potranno essere sorprese?
Ci sono due rischi: l’astensionismo e il voto di protesta. Ma sono convinto che i piemontesi sapranno scegliere nel modo giusto. Il nostro è un mondo di gente corretta, di persone perbene, che hanno a cuore il futuro del Piemonte e del Paese. Prevarrà il buon senso.

L'astensionismo nelle ultime elezioni è stato in crescita. Lanci un appello. Perché i piemontesi dovrebbero andare a votare?
Perché se vanno a votare vincono loro, scegliendo il candidato presidente e la coalizione che li amministrerà, che si occuperà del loro futuro, della loro salute, del loro sistema di trasporto, dello sviluppo dell’economia e della società. Mi sembrano ottimi motivi per andare a votare. Chi vota sceglie, chi non vota subisce.

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