Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Torino non è più la città del riscatto, Lo Russo: "Da qui si scappa, ogni mese 500 persone vanno via"

Lo ha detto ospite di ‘Dentro i fatti’ di TGCOM24

"Torino è una città dalla quale si scappa", a dirlo è Stefano Lo Russo, cadidato sindaco del centrosinistra, durante un'intervista al programma ‘Dentro i fatti’ di TGCOM24. A sostenere la sua tesi ci sarebbero i numeri: "La città ha rappresentato negli anni per milioni di persone un'occasione di riscatto, oggi non lo è più, sta perdendo 500 residenti al mese". 

L'esponente del Partito Democratico, già assessore all'Urbanistica nella Giunta Fassino, ha poi spiegato quali sono gli assi sui quali da sindaco lavorerebbe per far ripartire la vocazione di Torino: "La vocazione di Torino è al lavoro e alla produzione, quindi una manifattura integrata con le nuove tecnologie. Si deve puntare anche sulla transizione ecologica e sulla cultura. In questi anni su questo fronte abbiamo perso terreno, la cultura è un enorme veicolo di identità della città, di attrazione, di produzione di attività culturali, di promozione, di turismo. Inoltre la nostra ambizione è quella di far diventare Torino una grande città universitaria, cioè una città che oltre a ospitare università venga riconosciuta come luogo per universitari con una contaminazione orizzontale tra ricerca e trasferimento tecnologico".

Quando gli è stato chiesto cosa è cambiato rispetto al 2016 quando il centrosinistra perse le elezioni a favore di Chiara Appendino ha risposto: "Rispetto al 2016 è cambiato il mondo. Oggi c'è una destra con Fratelli d'Italia e Lega che liscia il pelo ai no vax e che sta lavorando contro gli interessi del Paese. Il Paese ha esigenza di ripartire, come l'economia. Siamo nell'imminenza di una fase importante per l'Italia e io credo che alle prossime amministrative si possa giocare anche un'importante operazione politica nazionale. Io credo che il centrosinistra ha a cuore il lavoro e la ripartenza del Paese; il centrodestra invece ha posizioni ambigue sulla nostra collocazione europea, su come dobbiamo stare nel mondo e sul tema dei vaccini.

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