Elezioni comunali 2021 Vanchiglia / Piazza Santa Giulia

Dalla riapertura dei Murazzi, al 'Piano per la Notte': come affrontare la movida selvaggia

Dall'approccio emergenziale a quello strutturale

C'è chi spera che la riapertura dei Murazzi e dei locali al Valentino possa favorire una più equilibrata distribuzione della movida nella città e chi invece auspica in un 'patto per la notte' che coinvolga tutti gli attori che vivono con la movida o che la subiscono. Dopo l'ennesima notte in bianco per i residenti di Vanchiglia anche la politica cittadina comincia a confrontarsi sul da farsi. 

A ottobre (o forse a settembre) i torinesi saranno chiamati a eleggere il nuovo sindaco della città e uno dei primi temi che dovrà affrontare sarà proprio quello della movida che tanto sta facendo discutere in questi giorni. L'ordinanza emanata questa settimana dalla sindaca Chiara Appendino non sembra aver avuto alcun effetto, tanto che sabato notte in piazza Santa Giulia, oltre ai consueti assembramenti, qualcuno ha persino fatto esplodere dei fuochi artificiali. 

Allora cosa fare per risolvere la questione? Il presidente della Circoscrizione 7 in un post su facebook pubblicato ieri mattina - sabato 17 luglio - ha chiesto che le forze dell'ordine vigilino su Vanchiglia fino alle 3.00 del mattino. Può però una misura del genere portare benefici a lungo termine? Quelle adottate fino a questo punto, compresa l'ordinanza che vieta l'asporto di bevande alcoliche e superalcoliche oltre le 21 e impone la consumazione al tavolo, sono misure emergenziali. Come fare altrimenti? 

"È necessario trovare l’equilibrio tra due elementi che ad oggi sono eccessivamente in conflitto: lo spazio per il divertimento e il diritto al riposo", spiega Stefano Lo Russo, candidato sindaco per il centrosinistra, "In quest’ottica bisogna urgentemente pensare a nuovi spazi per il divertimento e la cultura, meno impattanti sui residenti e distribuiti in modo ragionato nella città. Bisogna mettere mano alle regole per gli usi temporanei degli spazi. Serve riprendere in mano il filo del dialogo e avviare fattivamente una piena collaborazione tra cittadini, esercenti, comitati e amministrazione. Serve un vero e proprio “patto per la notte” che coinvolga allo stesso tavolo tutti gli attori: i cittadini, le circoscrizioni, gli imprenditori e gli esercenti e che esamini le diverse questioni. Dai taxi ai controlli, fino alla pulizia delle strade e agli interventi sul rumore”.

Andrea Russi, uno dei due esponenti del Movimento 5 Stelle che potrebbe diventare il candidato sindaco per quell'area, prima di tutto difende quanto fatto fino a oggi dall'amministrazione e anche l'ordinanza della sindaca, ma poi guarda alle opportunità che possono arrivare dalla riapertura di alcune aree del divertimento storiche di Torino: "Io sono convinto che nel lungo periodo la riapertura dei Murazzi - i cui lavori sono ripartiti dopo due anni in cui era tutto fermo causa covid-, la ripartenza delle discoteche del Valentino e i tanti eventi che già da settembre rianimeranno la nostra città aumenteranno l'offerta per i giovani torinesi che vogliono divertirsi e trascorrere una serata insieme. Tutto ciò potrà sicuramente alleggerire quei quartieri che al momento presentano le criticità più importanti".

"Se movida selvaggia vuol dire chi si mette la musica e si alcolizza davanti a un alimentare, quella non è movida e per civiltà queste cose devono sparire", spiega Davide Betti Balducci candidato del Partito Gay, "Se invece vogliamo parlare della movida vera, quella che occupa migliaia di posti di lavoro, bisogna pensare ad avere struttura dove la gente vada a divertirsi. Questa amministrazione comunale ha buttato giù locali storici come il Cacao e ha chiuso tutte le discoteche, è ovvio che la gente da qualche parte si deve divertire. Noi puntiamo alla riqualificazione dei Murazzi, ma con locali per il divertimento giornaliero e serale. A Torino però i locali non esistono più, sono stati chiusi, abbattuti o hanno preso fuoco. Dove li mandiamo i giovani? La Giunta comunale ha devastato la movida prima del covid". 

"Imposizioni e divieti sono l’ultima arma degli inetti: dopo un lungo periodo di inevitabili restrizioni sociali, il bisogno di socialità e libertà non può essere bloccato solo perché la Sindaca non sa gestire la situazione", spiega Angelo D'Orsi candidato sindaco di Sinistra in Comune, "Se ci fossero proposte culturali diverse, anche la movida assumerebbe un volto diverso. Personalmente, voglio essere non soltanto un Sindaco  del giorno ma anche un Sindaco della notte: la gioia di vivere la notte non va schiacciata e inibita, ma piuttosto meglio distribuita, tra più di una zona del centro e le diverse periferie. Dare possibilità ai giovani di vivere la notte, salvaguardando il diritto alla quiete pubblica, è possibile solo se, invece di portare la periferia in centro, ci industrieremo di portare il centro in periferia".

"La dispersione non è una soluzione perché significa non avere più gli spazi della movida all’interno della città. Chi dice che bisogna disperdere la movida non ha una mentalità giovanile e non sa neanche che cos’è la movida della nostra città", dice Ivano Verra di Italexit, "E invece importante far vivere la città, fare in modo che i cittadini non vengono disturbati e che le attività economiche, commerciali ed artigianali, possano vivere e possano contribuire all’economia della nostra città". Verra guarda a soluzioni innovative come l'applicazione di materiali urbani atti a ridurre il rumore ambientale. "Un’altra opportunità è quella di trovare un accordo tra l’amministrazione comunale e gli abitanti al fine di garantire degli sgravi fiscali o dare dei contributi per i proprietari delle case che si affacciano sulle zone della movida, per ottenere un maggior isolamento interno dell’unità abitativa". Per Verra è necessario far comprendere ai cittadini che la movida può essere un valore aggiunto. 

"La movida è selvaggia per due ragioni", spiega Ugo Mattei candidato sindaco per la lista Torino Futura, "Perché non ci sono infrastrutture pubbliche decenti tipo vespasiani e perché che è concentrata tutta in pochi posti perché le zone periferiche di Torino sono morte. Con il nostro progetto istituzionale di costruire una Torino policentrica viva e con la costruzione di alcune infrastrutture pubbliche assai poco costose il problema si risolve alla radice. 'Futura per I beni comuni' lavora sulle cause non, come gli altri, solo sulle conseguenze". 

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