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Giovedì, 18 Agosto 2022
Elezioni comunali 2021 Centro / Piazza Palazzo di Città

Primarie a Torino, la risicata vittoria di Lo Russo spinge Tresso che avvisa: "Adesso linea condivisa"

"Stefano Lo Russo ha due punti più di me. Non può decidere da solo"

Il futuro del centrosinistra a Torino e le strategie in vista delle prossime elezioni comunali non può deciderle Stefano Lo Russo in solitudine. A ribadirlo è Francesco Tresso, il candidato civico alle Primarie che è arrivato secondo per una manciata di voti. 

Si apre così, il giorno dopo le Primarie, la discussione interna alle forze politiche che compongono la coalizione di centrosinistra: "La fotografia che ne esce dalle Primarie è di un centrosinistra che non ha una parte egemone che può indirizzare la linea politica, questa deve essere data in maniera condivisa", continua Tresso che poi precisa, "Stefano Lo Russo ha due punti più di me. Rispetto a Enzo e a me non arriva al 40%, noi insieme facciamo il 60%. Quando Fassino vinse aveva fatto il 51%". 

È con questo spirito che Tresso si siederà al tavolo che in settimana verrà convocato da Stefano Lo Russo per discutere insieme alla segreteria provinciale del PD e agli altri partiti della coalizione. Un tavolo che dovrà discutere anche dei confini di quest'ultima: Lo Russo questa mattina - lunedì 14 giugno - ha parlato di un campo largo che guardi verso le forze politiche riformiste come Azione e Italia Viva. 

Diverso invece il discorso su un accordo con i 5 Stelle per il ballottaggio, che è stato escluso per l'ennesima volta dalla sindaca Chiara Appendino questa mattina in diretta televisiva. "Appendino ha detto no a un'alleanza al ballottaggio, altri esponenti M5S hanno detto una cosa diversa, altri ancora non dicono niente e probabilmente si orienteranno in maniera libera", ha commentato Lo Russo, "Credo non ci siano i padroni dei voti, ma opinioni politiche. Rispetto le opinioni, ma sono gli elettori a giudicare, non gli altri politici, e tenderei a occuparmi di più degli elettori che degli eletti che hanno le loro traiettorie, in alcuni casi personali". 

Il tema di un avvicinamento ai 5 Stelle però potrebbe essere posto sul tavolo della coalizione di centrosinistra perché i numeri delle Primarie destano preoccupazioni in vista delle elezioni comunali di ottobre: "Io non ho per esempio le posizioni di Enzo, ma vorrei che su questo tema si ragionasse insieme", commenta Tresso che poi si dice più che preoccupato per come sono andate le Primarie. 

"La mia preoccupazione è come fare a vincere il centrosinistra contro Damilano", spiega Stefano Lo Russo, "È un avversario temibile e c'è un tema di capacità del centrosinistra di interloquire di questi mondi sociali, le periferie non solo fisiche. C'è un tema importante di recupero di elettorato delle periferie e a occuparsene devono essere prima di tutto il PD e la coalizione. Damilano si presenta bene ed è una persona stimata e stimabile, ma il problema sono i compagni che ha intorno e dietro".

Intanto dal Movimento 5 Stelle arrivano le reazioni di Valentina Sganga e Andrea Russi, i due che si dovrebbero contendere la carica di candidato sindaco, ed entrambi sembrano chiudere al dialogo con il Partito Democratico. Rimangono però ben impresse le parole che Giuseppe Conte la settimana scorsa ha pronunciato durante l'assemblea con gli eletti del Movimento 5 Stelle, quando ha riferito che la mancata alleanza con il PD ha lasciato l'amaro in bocca. Sempre in quella riunione lo stesso Conte aveva chiesto ancora qualche giorno di riflessione per decidere sul candidato sindaco del Movimento. Chissà che non attendesse di capire come sarebbero andate le Primarie del centrosinistra.  

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