Ballottaggio, la mappa del voto: è una sfida tra le due anime di Torino

L'analisi geolocalizzata di Commongrounds per TorinoToday fa emergere una città polarizzata nelle scelte di voto

Quartieri alti, famiglie bene, borghesia tradizionale e nuova da una parte; quartieri popolari, giovani famiglie, ceto medio impoverito dall’altra.

La mappa del voto del 5 giugno fa emergere una Torino polarizzata nelle scelte di voto, con il sindaco uscente Piero Fassino e la sfidante al ballottaggio Chiara Appendino che si ritrovano con un bacino di consensi e una rappresentanza radicalizzata e distante. Sono i dati più evidenti contenuti nelle mappe realizzate da CommonGrounds – in esclusiva per TorinoToday – sul voto espresso dei torinesi al primo turno dello scorso 5 giugno.

Colpisce in modo evidente - lato Fassino - il cambio di base elettorale rispetto al 2011, con i risultati migliori ottenuti in quelle zone del centro e della collina dove 5 anni fa l’esponente del PD era andato meno bene. Un ribaltamento che la colorazione del territorio rende evidente e che descrive un governo che ha saputo quindi offrire buona rappresentanza alle fasce più alte di cittadini, ma che ha perso presa rispetto a tanti elettori che probabilmente hanno pagato il peso della crisi economica e sociale. 

Il M5s, rispetto al 2011, conserva una parziale capacità di raccolta di consensi in tutte le fasce della città, ma la crescita generale dei consensi porta ad una mappa del voto più radicalizzata e opposta a quella di Fassino, nella quale i risultati migliori sono nei quartieri più periferici, più poveri, socialmente più in difficoltà.

La sfida del ballottaggio sembra quindi essere tra due anime della città, nel far vincere una di esse sull’altra, o nel trovare un messaggio e una leadership capace di unificare quanto appare diviso nei vissuti e nelle scelte di voto.


LA SEGMENTAZIONE GEODEMOGRAFICA GEOFOCUS®

Che cos’è
Nata negli anni ’60 negli Stati Uniti per le esigenze di marketing di grandi aziende, questo tipo di classificazione utilizza dati territoriali molto dettagliati per suddividere la popolazione in gruppi omogenei dal punto di vista dei comportamenti (di consumo,culturali ecc.) e delle opinioni.
Essa si basa sulla considerazione, riscontrabile con l’esperienza, che “chi vive in luoghi dalle caratteristiche simili tende ad assumere stili di vita ed abitudini di consumo simili”. Si pensi per esempio allo stile di vita tra chi vive nelle aree rurali piuttosto che in città, ma anche alle differenze che ci possono essere tra i quartieri più benestanti e quelli più popolari, come pure tra le nuove zone di espansione urbana ed i vecchi quartieri dei centri storici.

Per quanto la classificazione italiana sono state utilizzate come “mattoni” territoriali le “sezioni di censimento” (circa 400.000) che l’ISTAT costruisce nel corso delle rilevazioni censuarie. Ogni sezione è stata classificata in uno degli 11 gruppi e 35 sottogruppi (segmenti) che compongono GEOFOCUS®.

Come e perché si usa
L’uso più immediato è per capire il territorio. Basta infatti guardare la mappa di una città con la classificazione per avere un’idea precisa della popolazione che abita i suoi quartieri e i suoi isolati.
Ma l’uso più sorprendente è nel marketing (anche politico) perché, in accoppiata con le indagini campionarie o con un database clienti, non solo consente di analizzare e caratterizzare i clienti (elettori) reali e potenziali, ma anche di sapere dove risiedono.

Nelle analisi riportate, è stata utilizzata la mappa delle sezioni elettorali per analizzare il voto dei vari gruppi GEOFOCUS®.
 

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