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Il manifesto dell'assessore Lubatti

Il manifesto dell'assessore Lubatti

L'assessore Lubatti fa arrabbiare il Pd ma per i manifesti è troppo tardi

Il partito ha imposto all'assessore ai Trasporti di impedire l'uscita di altri manifesti, prima dell'approvazione ufficiale, ma quelli già affissi resteranno dove sono

I manifesti di Claudio Lubatti, assessore ai Trasporti del Comune di Torino, tappezzano ancora la Città. La polemica di questi giorni in merito alla "lavata di testa" che l'amministratore ha ricevuto dal Partito Democratico, per aver posto il simbolo della lista del partito per Fassino sindaco prima dell'approvazione ufficiale in segreteria e per essere uscito prima del candidato stesso e di qualunque altro assessore, a poco è servita visto che ormai i manifesti già affissi, resteranno dove sono. Ad esempio come quelli in via Verolengo e in corso Potenza, giustamente vicino alla fermata del bus.

Pare che però il Pd chiuderà un occhio su quelli già affissi mentre abbia invitato Lubatti a bloccare l'uscita di altri. Non dovrebbero essere molte in realtà le immagini dove Lubatti compare in bianco e nero, con una sgargiante cravatta rossa, mentre indica lo slogan "Futuro in movimento": si parla di una trentina di manifesti sparpagliati negli appositi spazi di affisione, già oltre due settimane fa.

Poco male in realtà ma questo è bastato a irritare i vertici del Pd, messi in un angolo dall'iniziativa dell'assessore, forse un po' troppo personale. D'altronde il tempo stringe: in comune comincia a sentirsi nell'aria un bisogno di riconferme, la data ufficiale delle elezioni non c'è ancora e, in generale, liste e candidati faticano a definirsi. In questo clima di incertezze insomma, Claudio Lubatti si è semplicemente portato avanti con il lavoro. 

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