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Elezioni, il M5S conferma il codice etico "soft": niente multe per i traditori

Torino si smarca da Roma e bandisce ufficialmente le sanzioni. Chi verrà riconosciuto come "traditore" avrà l'obbligo di dimettersi dal suo incarico

Il M5S a Torino ribadisce la sua distanza da Roma con un codice etico in versione "soft". Come era già nell'aria, non ci saranno multe per i candidati che "tradiscono" bensì l'obbligo di dimissioni dal proprio incarico. Una sorta di rivoluzione rispetto alle elezioni del 2011 ove qualche sanzione, seppur non dalle cifre astronomiche come nella capitale, era prevista.

Il codice etico di cui si parlava da qualche settimana è stato finalmente approvato e ribadisce la volontà di smarcarsi dai vertici romani, sebbene il dissenso sia comunque punito. Regole più leggere dunque: niente multe e nessun obbligo puntuale sulle presenze. Gli eletti si impegneranno a dimettersi nel caso in cui vengano considerati traditori, in seguito al voto on line degli attivisti e l'accusa di due terzi degli eletti del M5S.

E dovranno essere assidui in aula ma non avranno l'obbligo di mantenere l'impegno a essere presenti all'80% delle sedute. Il voto all'unisono però è di prassi, pena l'ipoteca sulla nomina a capogruppo, su cui avrà l'ultima parola Chiara Appendino, candidato sindaco.

E intanto i grillini, nell'impresa di ottenere un sindaco a 5 stelle ci credono o perlomeno puntano ad avere otto consiglieri in Comune. "Abbiamo buone possibilità, ci crediamo - ha aggiunto Chiara Appendino -, da qui si può dare anche una svolta alla politica nazionale"

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