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M5S, Chiara Appendino nell'intervista tv a La7: "Mi sento progressista"

La candidata sindaco pentastellata ha superato l'imbarazzo della prima intervista su tv nazionale e ha risposto, preparata e brillante, alle domande di Floris

Trenta e lode. E' questo il voto che si merita Chiara Appendino dopo aver brillantemente superato anche la prima intervista su una tv nazionale. La candidata sindaco del M5S è andata in onda dopo la mezzanotte - con un ritardo nell'orario che ha suscitato anche qualche polemica - nel talk show "Di martedì" su La7 e da brava "secchiona" - come l'ha definita a suo tempo l'attuale sindaco Piero Fassino -, nonostante i "punzecchiamenti" di Giovanni Floris, ne è uscita sorridente e a testa alta. Un velo di emozione, lasciata appena trapelare, e l'aspirante sindaco pentastellato ha messo in campo la solita parlantina, mostrandosi come al solito preparata e brillante

Ha posto l'accento sulla nomina degli assessori della sua Giunta che, entro il mese di aprile, sceglierà lei con una chiamata pubblica e che per la prima volta verranno selezionati in base alle loro competenze e non secondo il manuale Cencelli. A  questo proposito all'indirizzo del M5S sono già pervenuti 300 curricula, tutti di alto livello, e quando Floris la pungola dicendo che "forse sapere 40 lingue non significa essere idonei al ruolo", Appendino ne esce alla grande, difendendo quella che secondo il conduttore è una 'meritocrazia di maniera'.

"Noi vogliamo che le qualità e le competenze dei candidati siano messi a disposizione del territorio e dei cittadini - ha ribattuto la candidata sindaco - e, proprio come nel mondo anglosassone, reputiamo che i nomi di queste persone vengano resi noti prima del voto".  Questo secondo un'ottica di trasparenza nei confronti dei cittadini che normalmente in Italia non viene seguita. 

All'attuale sindaco, la candidata pentastellata rimprovera di essersi concentrato sul centro città e di aver abbandonato le periferie. E poi punta il dito sulla sicurezza e sulla povertà, due punti deboli di Torino sui quali l'attuale amministrazione, a suo parere non ha saputo lavorare.

Quando il presentatore le chiede se lei si reputa di destra o di sinistra, Appendino ancora una volta non si fa sorprendere e sfoggia il suo stile: "Io mi definisco Olivettiana e condivido il concetto di comunità: la dicotomia destra-sinistra non mi convince, se dovessi scegliere lo farei tra progressisti e conservatori e io mi sento progressista".

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