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Confronto fra Appendino e Fassino: scintille su povertà e cultura

In vista del ballottaggio di domenica 19 giugno, i candidati sindaco, a Palazzo Carignano, non hanno risparmiato colpi e frecciate all'avversario

Scintille fra Piero Fassino e Chiara Appendino. Ieri sera, al secondo confronto tra i due che si è svolto a Palazzo Carignano condotto dal direttore di La Stampa, Maurizio Molinari, i candidati sindaco non hanno risparmiato colpi all'avversario. I temi principali affrontati: la povertà e la cultura.

Mentre la grillina sottolinea l'esistenza di una città di serie A e una di serie B, rimproverando il sindaco uscente di aver trascurato le periferie della città e di aver preferito dedicarsi solo ad una parte di Torino (il centro, ndr), Fassino si difende: "I problemi ci sono, è vero, non li abbiamo mai rinnegati ma Torino non è Calcutta. Inoltre abbiamo investito 25 milioni per le famiglie in difficoltà - continua -. Forse si può fare di più ma è una bugia dire che non abbiamo fatto niente".

E parla degli interventi effettuati dalla sua amministrazione nelle periferie della città: dalla Continassa alla Manifattura tabacchi, sottolineando l'avanzare del cantiere della metro in piazza Bengasi. Mentre in sala le tifoserie si scatenano per l'una o per l'altra parte, il confronto va avanti e verte sul nuovo volto di Torino: quello culturale e turistico. Fassino rimarca gli investimenti fatti dalla città in questo ambito e Appendino punge di nuovo: "Va bene la cultura ma quella che fa lavorare chi merita e non i soliti amici". 

Si discute poi di grandi opere, di Tav e della Città della Salute: "Non si può sempre dire 'no' agli investimenti nelle grandi opere - sottolinea il sindaco uscente, senza risparmiare una frecciata all'avversaria, notoriamente contraria alla Torino-Lione -: lo sviluppo c'è se ci sono anche gli investimenti". 

Infine, alla domanda di Molinari "Arruolereste il vostro sfidante?", Fassino non ha dubbi e risponde prontamente: "Appendino è combattiva e una persona intelligente, non avrei esitazione a coinvolgerla nella mia squadra". Lei replica: "Io la mia squadra la sto già scegliendo, Fassino deve ancora dirci qual è la sua". Pronto a ironizzare, il sindaco uscente, seguito da uno scroscio di applausi: "Ecco che l'Appendino si è esclusa la possibilità di avermi in squadra".

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