Ballottaggio, politica e impresa analizzano il responso delle urne

La resa dei conti sul fronte Partito Democratico e la traccia della Torino che verrà

Per il Pd in Piemonte è stata una Caporetto. Sconfitto in tutti i ballottaggi dove si è presentato, sconfitto anche in città dove non è arrivato neppure al secondo turno. Il termine riflessione è quello più abusato nei commenti. Il segretario regionale Davide Gariglio invoca "lucidità e freddezza". 

Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, che aveva pronosticato vittoria al primo turno per Piero Fassino ha detto: “Prima di tutto esprimo grande amarezza per la sconfitta immeritata di un amico e di un ottimo amministratore. E' evidente in queste elezioni l'effetto della tripartizione del sistema politico, che fa sì che ove al ballottaggio vi sia il Movimento 5 Stelle i voti del centrodestra tendano a riversarsi tutti su quel candidato, mentre non sempre si verifica il contrario. E' evidente che quando si perde in una città come Torino, e in altri importanti centri come Novara, si impone per tutti una riflessione seria e approfondita, a cominciare dal sottoscritto".

E lui, lo sconfitto Piero Fassino, non ha potuto che constatare i fatti: "Il risultato è evidente”. "Mi arrabbierò per due giorni", aveva promesso a "un giorno da Pecora" sull'ipotesi della sua sconfitta, "poi ritroverò la mia libertà". Vedremo come andrà, anche se ora c'è già chi adombra il declino di uno dei personaggi politici più di lungo corso ancora in attività. 

"Con le amministrative si scelgono i sindaci", la sconfitta del Pd a Roma e a Torino e in altri comuni "non avrà conseguenze sul governo". Ne è convinto il vice segretario dem Lorenzo Guerini che, in una intervista a Repubblica, ammette che "non è un turno amministrativo che ci vede soddisfatti" ma ribadisce che non ci saranno scossoni per l'esecutivo. Certo "il risultato non in linea con le previsioni della vigilia è quello di Torino. E' una sconfitta che ci lascia molto delusi", aggiunge.

Dal mondo imprenditoriale torinese la reazione di John Elkann, a margine di 'Innovation for change' a Torino: "Sicuramente ciò che l'elettorato ha espresso col voto di ieri è la volontà di cambiamento". Il presidente di Exor e Fca ha aggiunto: “E il mio auspicio è che con questo cambiamento si possa mantenere la forza della città. Tanti auguri di buon lavoro al nuovo sindaco”. 
"Torino è sempre stata caratterizzata come città dal buon governo e da un governo serio e lo abbiamo visto negli ultimi cinque anni con Fassino. Sono sicuro che avremo la possibilità con il nuovo sindaco di poter mantenere la tradizione di Torino" ha concluso Elkann.

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Infine, la sconfitta elettorale di Piero Fassino avrà ripercussioni anche sulla governance dell'Anci. L'associazione nazionale dei Comuni si trova ora a fare i conti con la successione del presidente. Fassino era stato eletto nel luglio del 2013 al timone dell'Anci e il suo mandato sarebbe scaduto nel 2018. In termini stretti di regolamento Fassino potrebbe restare anche da consigliere comunale alla guida della struttura, ma già nei prossimi giorni è molto probabile che rassegnerà le dimissioni. 
 

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