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Elezioni 2016, dopo il ballottaggio di 15 anni fa Roberto Rosso pronto a riscendere in campo per Torino

Tra i nomi che circolano da qualche settimana quello di Roberto Rosso è il primo punto fermo. Non si è ancora detto “candidato a sindaco”, anzi chiede le primarie del centrodestra, ma lui è pronto a correre anche da solo

Nomi ufficiali di candidati non ce ne sono ancora, ma nascosti da occhi indiscreti le trattative tra i partiti e i nomi fino a oggi fatti continuano a essere all’ordine del giorno. Manca ancora la chiarezza e una decisione da cui partire, quella che chiede anche Roberto Rosso, già politico sia a livello locale che nazionale, il primo a essersi detto pronto a scendere in campo per la corsa alla poltrona di primo cittadino. Lo ha fatto unendosi ufficialmente ai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, il senatore che si è staccato da Forza Italia lo scorso maggio.

La storia di Rosso passa prima per la sua Trino, in cui a 19 anni entra in Consiglio comunale, poi viene eletto alla Camera dei Deputati con Forza Italia nel 1994, dove è confermato nel 1996, nel 2001 e nelle elezioni politiche del 2006. Con Silvio Berlusconi nasce un ottimo rapporto, tanto che nel 1995 (e fino al marzo del 2002) resta a capo della segreteria regionale di Forza Italia. Nel 2001 la scesa in campo a Torino: è candidato sindaco. Quelle elezioni saranno ricordate però non solo per il ballottaggio raggiunto dal centrodestra, ma anche e soprattutto per la morte del candidato sfidante di Roberto Rosso, il 47enne Domenico Carpanini (a cui succederà Sergio Chiamparino eletto poi sindaco).

Roberto Rosso, quindi lei è il primo candidato ufficiale per la poltrona di sindaco per le prossime elezioni?
No, non direi ancora ufficiale. E’ da un po’ che sto “studiando” la situazione e ho dato la mia disponibilità, ma sarei disposto sia a farmi da parte se si trovasse un nome forte e credibile per il centrodestra, sia qualora si facessero delle primarie come ho proposto e dovessi perdere.

Primarie?
Sì, primarie. Ma fatte all’americana, in modo diverso da come siamo abituati a intenderle noi. Per decidere il candidato sindaco per me si dovrebbe fare una votazione a settimana invece che una unica. Una a settimana dicevo, ogni volta in una Circoscrizione diversa, in modo tale da evitare il più possibile i brogli e per creare un’attenzione maggiore verso i candidati. A tutto questo però c’è un problema.

Che sarebbe…?
Il problema è Berlusconi. E’ lui che vuole decidere il nome del candidato e le primarie non gli vanno giù. Il fatto è che non c’è un nome forte al momento e le ipotesi sono due per lui: o gente con i soldi o con le “tette”.

In questo modo però non è che il centrodestra rischia di andare alle elezioni diviso com’era successo alle regionali del 2014?
Il rischio c’è proprio perché non si sa se saranno accettate le primarie o comunque un vero dialogo. In ogni caso noi non accettiamo di sottostare a decisioni altrui senza dire la nostra. Piuttosto corriamo da soli.

Quindi c’è una possibilità concreta di vederla nuovamente tra i candidati sindaci per Torino?
Sì questa possibilità c’è, io sono pronto a cavalcare una squadra senza problemi. 

Da cosa partirebbe oggi il suo programma elettorale?
Partirebbe da alcuni punti, come quello di rendere Torino la città più sicura del mondo installando telecamere in tutti gli edifici. Ce ne sono 11 mila, basterebbe quindi installare 11 mila telecamere per avere una città super sorvegliata a un costo ridicolo di uno o due milioni di euro, di cui la metà potrebbe versarli direttamente il Comune. Una sicurezza che passerebbe però anche dagli agenti di polizia municipale. Invece di metterne 1.700 in strada a fare solo multe come accade oggi, non sarebbe meglio metterne mille di questi a vigilare le strade?

A quando una decisione ufficiale quindi?
Non lo so, però non si può perdere ancora tempo. Noi vogliamo un centrodestra più efficiente, oggi non è così e i numeri dicono tutto. Disuniti come è oggi il centrodestra non arriverebbe nemmeno al ballottaggio, eppure questo è un momento in cui si può e si deve osare.

Il Movimento 5 Stelle non c’era quando si candidò nel 2001, oggi sì. Come li giudica?
Per me sono dei distruttori guidati da un uomo che ha ammazzato delle persone. Guardando il numero delle scorse regionali non si può negare che abbiano fatto un risultato superiore a Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra. Il rischio è che quel 22% nella sola città di Torino oggi sia ancora più alto. Credo però che molto dipenda dallo stesso centrodestra.

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