Elezioni, Piero Fassino sul Partito della Nazione: "E' solo un'invenzione"

Dopo le dichiarazioni dell'ex berlusconiano e presidente della Regione Enzo Ghigo, c'è chi insinua un'alleanza fra big evocando il "biscotto". Ma il sindaco non coglie le provocazioni

Piero Fassino

Parte del centrodestra è pronta a votare Pd e quindi Piero Fassino, alla sua seconda candidatura come primo cittadino. A sollevare un discreto polverone è stato Enzo Ghigo, ex presidente della Regione Piemonte, berlusconiano ma ora uscito dalla politica, affermando di voler votare l'attuale cittadino al primo turno delle elezioni.

Ma a Torino non esiste nessun Partito della Nazione, questo ribadisce Fassino a chi insinua che a Torino si stia assistendo a un rimescolamento di carte fra centrodestra e centrosinistra, appositamente per sbarrare la strada a Chiara Appendino, fresca candidata del M5S.

"Il Partito della Nazione mi pare più una figura giornalistica - sottilinea il sindaco - A Torino esiste semplicemente una coalizione di centrosinistra che ha governato in questi anni e che si ripropone agli elettori, fatta da Pd, Moderati, da settori della sinistra e della società civile".

Il primo cittadino ha poi ricordato che altri sindaci italiani del centrosinistra hanno governato con il sostegno di elettori del centrodestra: De Magistris a Napoli, Pisapia a Milano e lo stesso Chiamparino ha vinto le elezioni regionali grazie a una percentuale significativa di voti del centrodestra: "Veramente non vedo quale sia il problema - ha ribadito Fassino, leggermente piccato -: se i singoli esponenti del centrodestra espongono un apprezzamento nei miei confronti evidentemente vuol dire che a Torino, in questi anni, il centrosinistra ha governato bene.

E - ha concluso il sindaco - raccogliere il consenso massimo alle prossime elezioni sarà il mio obiettivo affinchè possa continuare a farlo".  

Dice la sua, sul suo profilo di Facebook, anche Chiara Appendino del M5S, ostica avversaria di Fassino alle prossime elezioni: "Per me, invece, la competizione elettorale dovrebbe essere un momento di ascolto e confronto con i cittadini per capire le loro esigenze e bisogni e non una campagna acquisti fra politici, mirata a portare voti in dote. Questa è la democrazia del pallottoliere.

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Questo strano "rassemblement" mi pare soltanto un disperato tentativo di mantenere in vita un vecchio sistema di potere. Fassino con Ghigo come Renzi con Verdini, la conservazione, anziché il cambiamento che, per definizione, passa attraverso l’ascolto, la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini".
 

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