Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Elezioni regionali: la Regione ricorre contro il Consiglio di Stato

La Regione Piemonte ha presentato due ricordi contro il provvedimento del Consiglio di Stato dello scorso 1 agosto. Questo ha di fatto riaperto la partita legale dei ricorsi elettorali contro Michele Giovine

Non è ancora finita la vicenda relativa alle scorse elezioni regionali che vede come protagonista il consigliere regionale Michele Giovine e alla lista "Pensionati per Cota". Due ricorsi sono stati presentati dalla Regione Piemonte contro il provvedimento con cui il Consiglio di Stato, lo scorso 1 agosto, ha di fatto riaperto la partita legale dei ricorsi elettorali contro il consigliere.

I ricorsi sono stati siglati dal professor Angelo Clarizia. Il primo è stato inoltrato allo stesso Consiglio di Stato, al quale si chiede di revocare una parte della sentenza (quella che prevede una nuova udienza al Tar del Piemonte) in quanto - è la tesi - si è pronunciato su una questione non sollevata dalle parti; il secondo, che riguarda il cosiddetto regolamento di giurisdizione, investirà le Sezioni unite della Corte di Cassazione.

Al ricorso in Cassazione del professor Clarizia ne farà seguito uno dell'avvocato Giorgio Strambi, legale di Giovine. La partita, nel frattempo, continua anche a Torino. I legali di Mercedes Bresso, promotrice dei ricorsi insieme a Luigina Staunovo Polacco (leader dei Pensionati e Invalidi), hanno chiesto che il Tar del Piemonte, all'udienza del 4 ottobre, si pronunci sulla cosiddetta "equipollenza fra giudizio penale e civile": in pratica, che i giudici amministrativi prendano atto dei risultati del processo penale, dove Giovine è stato condannato per irregolarità elettorali sia in primo grado che in appello. Ma l'avvocato di Roberto Cota, Luca Procacci, si è opposto con una memoria.

"Sia ben chiaro - afferma Strambi, il legale di Giovine - che il giudizio di agosto davanti al Consiglio di Stato lo abbiamo vinto noi, e che l'appello di Bresso e Staunovo è stato rigettato. Quello che non va nella sentenza è la pronuncia che nessuno aveva chiesto al giudice amministrativo". "Ricorrere - afferma Strambi - è un dovere civico: non perché abbiamo paura di tornare davanti al Tar, dal quale aspettiamo che fissi un'udienza che noi per primi abbiamo chiesto proprio per valutare i falsi della lista Pensionati e Invalidi. Il ricorso del professor Clarizia è sacrosanto e noi lo sosterremo". (Ansa)

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