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Chiamparino paga il rinfresco ai No Tav: allarme pizzo in Val Susa

Al Movimento No Tav finisce una parte dei 1750 euro versati dal candidato alle regionali per pagare il rinfresco e l'ospitalità della struttura per l'incontro con gli imprenditori della valle

I soldi spesi da Chiamparino per la sua campagna elettorale finiscono al Movimento No Tav. Ad elargire una parte dell'incasso risultante dall'incontro tra il candidato di centrosinistra e gli imprenditori della Val Susa, la stessa associazione che gestisce il centro convegni Cascina Roland, dove, appunto, è avvenuto il rendez-vous.

Un rendez-vous al quale il movimento No Tav ha appositamente deciso di non partecipare, come si legge sul sito ufficiale, per "non fare da cassa di risonanza a personaggi poco qualificabili". Eppure, è proprio al Movimento No Tav che è finita una parte dei 1750 euro versati dal candidato alle regionali per pagare il rinfresco e l'ospitalità della struttura.

Motivazioni? Ringraziare gli attivisti del movimento che, per questa volta, hanno avuto un atteggiamento civile e non hanno fatto baccano. Una scelta fatta anche per dare la possibilità ai No Tav di fronteggiare gli imminenti processi, come spiegato da Michele Di Dedda, vicepresidente della cooperativa che gestisce Cascina Roland.

A fronte di questa mossa, la polemica arriva puntuale come un orologio svizzero: Antonio Ferrentino e Antonio Saitta parlano di pizzo, una tassa che gli imprenditori della Val Susa verserebbero ai No Tav per non essere disturbati. Eppure da Cascina Roland smentiscono, parlando di "gesto volontario" e sul sito ufficiale del movimento, appare la scritta "Non si può comprare tutto".

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