Martedì, 27 Luglio 2021
Elezioni comunali 2011

Circoscrizione 6, intervista al candidato consigliere Marco Riva (Idv)

Continua la nostra serie di interviste. Riva racconta le sue idee per una periferia nord diversa: "La sesta circoscrizione ha nei prossimi anni una grande occasione di rilancio"

Abbiamo intervistato Marco Riva, candidato alla Circoscrizione 6 per l'Italia dei Valori alle prossime elezioni del 15 e 16 maggio.

Quali sono secondo te le criticità più evidenti della periferia nord torinese?

Le riassumerei tutte in un’unica parola: solitudine. In questi ultimi anni Torino ha vissuto una grande operazione di riqualificazione e di trasformazione di alcune aree; sicuramente, finora, la periferia nord è quella che meno di tutte è stata coinvolta in questo processo. Torino nord a volte appare come un dormitorio isolato, con pochi punti di aggregazione, poca vita sociale, troppa criminalità, e con grandi sacche di disagio, economico e sociale. Penso ai parchi e ai giardini della zona, spesso poco curati e degradati; penso alla zona della Stura, abbandonata a sé stessa; penso a quel luogo, i Docks Dora, dove storia, cultura e aggregazione hanno lasciato il posto a condomini. La sesta circoscrizione ha nei prossimi anni una grande occasione di rilancio col processo di trasformazione urbana nato dalla Variante 200. Anche per questo ho deciso di impegnarmi attivamente nel quartiere dove vivo da sempre: è fondamentale promuovere una riqualificazione sostenibile, ecologica, concordata con gli abitanti del quartiere, non dettata dagli interessi immobiliari ma che porti in primo luogo servizi sanitari garantiti, scuole e università, servizi sociali, spazi aggregativi e culturali, attività economiche, commerciali e artigianali.

Come mai hai deciso di candidarti con l'Italia dei Valori?

Sono da sempre attivo politicamente nel mondo delle associazioni, dei movimenti e delle liste civiche. La mia passione per la politica e la mia voglia di impegnarmi è sempre nata dalla rabbia e dall’incapacità di rassegnarmi e di voltare le spalle di fronte alle cose che non mi piacciono. Ho iniziato facendo il rappresentante degli studenti, prima presso il liceo scientifico Giordano Bruno, poi all’Università alla Facoltà di Lettere. Ho collaborato alla nascita dell’associazione Acmos, che si occupa di educazione alla cittadinanza ed alla legalità. Ho fondato insieme a tanti amici la rete Civica Piemonte, sono tra i 100 promotori nazionali della Costituente Ecologista e mi occupo dei temi del precariato con il comitato “Il nostro tempo è adesso”. Credo che sia giunto il momento di spendersi ora in prima persona, che sia finito il tempo della lamentela, e spero di poter portare nel mio piccolo una ventata di aria fresca all’interno di Italia dei Valori, partito con cui ho condiviso alcune battaglie come quelle sui temi della legalità, dell’acqua pubblica, della lotta al nucleare.

Quali i cambiamenti più importanti che dovrà affrontare la Circoscrizione 6 nei prossimi 5 anni?

Come dicevo, sicuramente gran parte dell’attività dei prossimi anni sarà centrata sul progetto integrato di sviluppo Urban 3. E’ una grandissima occasione da non perdere e credo che il suo “governo” debba avvenire a stretto contatto con il territorio, e non lasciato nelle mani di pochi interessati.. Il progetto deve rafforzare economicamente il quartiere, portare nuove attività e servizi ed essere accompagnato da politiche di coesione sociale e di coinvolgimento delle tante realtà associative, culturali e del terzo settore presenti. Un’altra importante sfida è quella della mobilità: viviamo in una delle zone più trafficate ed inquinate di Torino (si pensi ad esempio a piazza Rebaudengo e piazza Derna). Ci sono già diverse idee e progetti volti a ridurre traffico e smog, di cui in questi anni si è parlato molto: è ora di passare dalle parole ai fatti. Infine, sul giornaletto che ho stampato per la mia campagna elettorale ho usato un altro aggettivo per descrivere come vorrei che fosse la mia circoscrizione: più “allegra”. Dobbiamo vincere la solitudine di Torino Nord.

La prima cosa che farai se sarai eletto?


Direi 3 cose. La prima: farei una festa. Per ringraziare tutti coloro che mi stanno dando fiducia ed aiutando in questa campagna elettorale. La politica è un affare collettivo, non personale. Una delle frasi che più mi rappresenta è di Don Milani: “Il mio problema è uguale al tuo. Uscirne da soli è l’avarizia, uscirne insieme è la politica”. La seconda cosa sarebbe, proprio a partire da quella festa, quella di trovare il metodo migliore per riuscire a coinvolgere tutti coloro che lo vorranno nella mia attività di consigliere. Io posso garantire voglia di fare, entusiasmo, idee, onestà, semplicità; ma da soli, non si va lontano. La terza: studiare. La politica, nazionale e locale, soffre di una carenza di competenze spaventosa. Sono impegnato e seguo la politica da quando ero ragazzino, e mi sento di aver accumulato le giuste esperienze per intraprendere una nuova esperienza come quella della Circoscrizione. Ma credo che ogni politico dovrebbe avere come proprio impegno quello di studiare, di ascoltare e coinvolgere le esperienze presenti sul territorio, e poter mettere a disposizione della collettività competenze e serietà.

Fassino vincerà al primo turno le Comunali secondo te?

Lo spero e credo che possa farcela. Spero che il disastro delle scorse regionali abbia insegnato qualche cosa. Dico senza problemi che se Fassino fosse stato il candidato della nomenclatura politica scelto a tavolino in qualche stanzino romano, avrei avuto qualche difficoltà ad accettarlo.. Invece sono stati i torinesi a sceglierlo attraverso delle primarie vere e combattute, che sono state un grandissimo esempio di democrazia. Io ho dichiarato pubblicamente di aver votato per Passoni: mi sarebbe piaciuto avere un sindaco quarantenne della sua competenza e serietà. Fassino ha saputo parlare a questa città e credo che saprà anche ben amministrarla, circondato da una giunta fatta di validi e giovani amministratori locali. In ogni caso, starà a noi aiutare la nostra città, mettendoci sempre in gioco in prima persona.

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