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Martedì, 17 Maggio 2022
Elezioni comunali 2011

Intervista a Chiara Appendino, capolista del Movimento 5 Stelle alle Comunali

"Torino è la città più indebitata di Italia - dice - la seconda più inquinata di Europa e la città con il maggiore tasso di disoccupazione giovanile. Il nostro giudizio su Chiamparino è negativo"

Chiara Appendino, 26 anni, è la capolista del MoVimento 5 Stelle alle Elezioni Comunali di Torino. Responsabile dell’area Amministrazione, Finanza e Controllo di un’impresa Torinese, è laureata in Economia e specializzata nella pianificazione e nel controllo di gestione. L'abbiamo intervistata.

Buongiorno Chiara, che cosa l'ha spinta a lanciarsi in questa sfida? Quando ha deciso di impegnarsi in politica in prima persona?

Come tutti gli altri ragazzi candidati nella lista, tutti cittadini incensurati e senza tessere di partito, non sentendomi più rappresentata da questa classe politica ho deciso di attivarmi in prima persona per portare avanti le istanze e le esigenze reali dei cittadini.

Noi candidati, nel caso in cui fossimo eletti, siamo solo dei portavoce di un foltissimo gruppo di ragazzi e cittadini che vogliono implementare un nuovo modello di politica basato sulla trasparenza, l’onestà e la partecipazione. Personalmente sono attiva da circa un anno nel Movimento 5 stelle, che considero l’unica vera alternativa  per costruire un futuro migliore e a misura d’uomo.

Quali sono le questioni più urgenti che Torino deve affrontare nei prossimi mesi?

Torino è la città più indebitata di Italia, la seconda più inquinata di Europa e la città con il maggiore tasso di disoccupazione giovanile. Mancano la trasparenza e la partecipazione, i cittadini sono ormai totalmente esclusi dalla politica e lontani dalle istituzioni. Sono questioni urgenti che necessitano di interventi immediati, orientati tuttavia ad un orizzonte temporale di medio e lungo termine.

Il programma del Movimento 5 Stelle per Torino, che si può leggere e commentare online, ha 18 punti. Quale è quello più importante?

Il nostro programma, costruito con la partecipazione di moltissimi cittadini, affronta 18 tematiche e contiene più di 250 proposte concrete. Una città in cui un giovane su tre è disoccupato vive una situazione davvero drammatica. Riteniamo pertanto che tale problema debba essere la principale priorità per l'amministrazione comunale. Vogliamo rilanciare Torino da questo punto di vista attuando politiche che siano in grado di attirare cervelli, aziende e tecnologie innovative. Vorremmo sostenere le iniziative lavorative dei giovani, puntando soprattutto sulla meritocrazia.

Il vostro obiettivo minimo a queste elezioni comunali?

Non governeremo la città, ma  speriamo comunque di riuscire a migliorare il risultato delle elezioni regionali eleggendo 1 o 2 consiglieri comunali. Permetteremmo così a dei ragazzi giovani, incensurati e non legati a sistemi clientelari, di entrare nelle istituzioni e fare da portavoce, in entrata, delle istanze dei cittadini e, in uscita, di quanto accade all'interno del consiglio comunale. Anche solo uno di noi sarà sufficiente per svolgere un lavoro di sorveglianza, trasparenza e difesa del bene comune.

Un candidato delle liste avversarie che avrebbe voluto con sé?

Siamo un bel gruppo, abbiamo da 23 a 47 anni e svolgiamo le professioni più disparate, dallo studente all'imprenditore, dall'informatico al disoccupato, dall'operatore di call center all'architetto. Sappiamo cosa voglia dire vivere normalmente a Torino tutti i giorni. La nostra lista è completa così come è. Inoltre sarebbe stato alquanto difficile trovare un candidato di un’altra lista, poiché non accettiamo candidati con tessere di partito e tanto meno professionisti della politica. Ogni tanto penso che se avesse voluto inserirsi in lista con noi Giusi La Ganga, probabilmente nessuno ci avrebbe votato ma certamente avremmo evitato di far eleggere un pregiudicato. Avremmo reso un gran servizio alla città.

Un giudizio sui 10 anni di amministrazione Chiamparino?

Il nostro giudizio è negativo. Sono state attuate politiche di indebitamento, di grandi opere inutili e di speculazioni finanziarie ed edilizie a danno dell’ambiente e delle generazioni future. E’ facile fare il sindaco spendendo moltissimi soldi e generando debito, ottenendo quindi vantaggi e consenso subito a discapito delle generazioni future.

La prima cosa che farà (se sarà eletta) in Consiglio Comunale?

Il nostro programma prevede moltissime cose, cercherò di interpretare al meglio la volontà dei nostri simpatizzanti e dei cittadini. Vorrei inoltre aver accesso ai dettagli del bilancio del comune di Torino per comprendere meglio le ragioni e le cause sottostanti il suo indebitamento e le mosse azzardate speculative di acquisto di derivati.

Più di 10 candidati sindaco, quasi 40 liste. Cosa ne pensa di questo record tutto torinese?

Si tratta dell’ennesima dimostrazione della sfiducia negli attuali protagonisti della politica. Per questo anche il MoVimento 5  Stelle si presenta per la prima volta alle elezioni comunali di Torino con un suo candidato sindaco indipendente, Vittorio Bertola, ingegnere di 36 anni.

Piero Fassino riuscirà a vincere al primo turno o secondo lei "c'è aria di ballottaggio"?

L’eventuale doppio incarico da parlamentare e sindaco, la candidatura di personaggi quali La Ganga e la campagna elettorale basata su slogan non dovrebbero giovare alla sua posizione che sembrerebbe essere tanto dominante. L’aria di ballottaggio c’è.

Siete stufi di essere definiti (certo, non da tutti) "grillini"?

Noi non siamo i Grillini, ma il MoVimento 5 Stelle. Grillo ci mette a disposizione la sua visibilità, senza la quale, in questo mondo di media pilotati, non avremmo alcuna possibilità di farci sentire. Controlla che siamo tutti incensurati e slegati dai partiti, ma ogni lista sceglie candidati e programmi in piena libertà, col solo vincolo del programma nazionale che abbiamo condiviso tutti.

Come si immagina Torino tra 10 anni?

Dipende da chi e come verrà governata. Noi crediamo che la città abbia le risorse e i valori per aprire una nuova stagione e uscire dalla crisi, a patto che si verifichi un cambiamento profondo, generazionale. Riteniamo che né il centrosinistra né il centrodestra siano capaci di questo. Crediamo che garantire un futuro per Torino significhi puntare sull’ innovazione, sulla meritocrazia e su un modello di sviluppo sostenibile.

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