La "Gran Torino" che ha in mente Fassino: lavoro e innovazione

Fassino sindaco con il 56%. Premiata l'umiltà con cui l'ex ministro ha affrontato la sfida per la successione di Chiamparino. Da oggi la sfida del governo di una città: sarà "Gran Torino"?

Ha vinto Fassino. Anzi, ha stravinto. E' il diciannovesimo sindaco di Torino. Un plebiscito che sfiora il 57%. Questa vittoria segna il ritorno di Fassino nella città dalla quale è partita la sua carriera politica, dal primo gradino di segretario cittadino del Pci nel 1983 e lo lancia verso una nuova difficile sfida: quella di guidare la crescita della sua "Gran Torino". Hanno pagato la competenza e l'umiltà con cui l'ex ministro, ultimo segretario dei Ds e cofondatore del Pd ha affrontato la sfida per la successione di Sergio Chiamparino.

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Una campagna elettorale in cui non si è risparmiato, percorrendo 11 mila chilometri e partecipando a 780 iniziative politiche, mentre il suo comitato elettorale promuoveva 1400 appuntamenti. "Sarò il sindaco di tutti i torinesi, sia di chi mi ha votato, sia di chi ha ritenuto di fare scelte diverse", ha affermato il vincitore ieri sera, circondato da un tifo da stadio nella sede del suo comitato elettorale. E quando più tardi Fassino si è affacciato, come da tradizione, al balcone del Municipio insieme a Chiamparino è stato di nuovo tifo da stadio con la gente che gridava "Piero - Piero". In città la gioia del mondo del centrosinistra, rimasto con il fiato sospeso fino all'apertura delle urne, è esplosa fra grida di incitamento e sventolare di bandiere.

All'insegna del fair play sabaudo, cifra di questa campagna elettorale sotto la Mole, Fassino ha ringraziato non solo "i torinesi che con il loro voto hanno dato a queste elezioni il senso di una partecipazione democratica straordinaria" ma anche i suoi undici competitori. A partire dal suo principale sfidante Michele Coppola, candidato del centrodestra, che ha sportivamente chiamato il vincitore per congratularsi. Ma parlando della politica nazionale, Fassino ha lanciato la sua stoccata: "questo voto amministrativo - ha detto - non resterà senza conseguenze, Berlusconi ha voluto politicizzarlo e adesso qualche conseguenza dovrà pur trarla. La straordinaria conferma per il centrosinistra a Torino e l'ancora più clamoroso risultato di Milano, insieme a tanti altri Comuni del Nord, dicono che sta cambiando nel profondo lo scenario politico del Nord e dell'Italia".

Oggi comincia per Fassino la nuova sfida del governo di una città. Il suo disegno è quello che tante volte ha illustrato durante la campagna elettorale: continuare l'opera avviata da Chiamparino, puntando a completare il processo di cambiamento avviato dalle giunte di centrosinistra a Torino, una volta "elaborato il lutto della crisi manifatturiera". La Gran Torino che ha in mente Fassino è quella dell'innovazione, del lavoro, delle sfide del futuro senza dimenticare le radici del passato, la solidarietà e i valori che l'hanno fatta capitale in passato e che ora dovranno essere coniugati per continuare a farne una grande città europea. ANSA

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