Elezioni comunali 2011

Chiomonte, No Tav contro Musy: "Vergogna, tornatene a Torino"

Il candidato del Terzo Polo visita il futuro cantiere della Tav a Chiomonte. Contestato da 50 manifestanti, dice: "Oggi la Tav rappresenta un'opportunità da non lasciarsi scappare"

Il candidato sindaco di Torino per il Terzo Polo, Alberto Musy, non ha mai fatto mistero di essere favorevole alla Tav. Ha più volte ripetuto: "La Torino-Lione è fra le priorità infrastrutturali per la nostra città e l’intero paese. Bisogna sbloccare subito quest’opera per avvicinare Torino e l’Italia al resto d’Europa e rilanciare il nostro sistema d’imprese”.

Oggi si è recato al futuro cantiere di Chiomonte per fare un sopralluogo, ma circa 50 No Tav non hanno fatto procedere la giornata secondo programma: "Partiamo con i lavori a Torino e Orbassano e poi vedrete che anche in valle la situazione sarà più semplice". Musy è riuscito a dire solo questo, e il cantiere l'ha visto da lontano. I No tav hanno scombinato i piani della sua giornata in Valsusa. Al candidato del Terzo Polo sono state rivolte accuse ben precise: "Viene qui solo per risparmiare sui manifesti elettorali: vergogna se ne torni a Torino". Il confronto tra Musy e i No Tav (in particolar modo con Alberto Perino), è durato  venti minuti, poi il candidato del Terzo Polo ha fatto ritorno a Torino. Tra i manifestanti No Tav c'era anche il candidato sindaco del Movimento 5 stelle, Vittorio Bertola, che ha ribadito le ragioni per cui quest'opera è "non solo inutile ma dannosa". Il Movimento 5 Stelle ha accusato Musy di non avere sufficiente conoscenza delle caratteristiche e delle conseguenze dall'alta velocità in Valsusa.

Musy  guarda avanti: “La Tav è un’opera che va fatta per il bene di Torino e di tutto il territorio. La storia insegna che Torino è sempre stata la cerniera d’Europa - ha spiegato Musy - Oggi la Tav rappresenta un’opportunità da non lasciarsi scappare per mantenere questa funzione strategica. Il Piemonte è la prima Regione d'Italia ad essersi dotata di una legge sulle grandi opere che preveda ricadute in termini economici per i territori interessati: una rassicurazione in più per tutti i residenti”. Il candidato del Nuovo Polo ha poi lanciato la proposta di invertire la realizzazione dell'opera partendo dal nodo logistico di Orbassano: “In questo modo si dà un segnale alla Val di Susa che anche Torino è disposta a scommettere e a sacrificare una parte del suo territorio per un'opera strategica per la città e la regione".

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