Elezioni comunali 2011

Circoscrizione 7, intervista al candidato consigliere Riccardo Ghezzi (Lega Nord)

Ghezzi presenta le sue idee per cambiare la zona: "Posso solo promettere di diventare un anello di congiunzione tra cittadini e istituzioni. Quindi chiedere, ascoltare, segnalare"

Riccardo Ghezzi, giornalista pubblicista, è uno dei candidati della Lega Nord per la Circoscrizione 7 alle prossime elezioni amministrative del 15/16 maggio.

Sei un candidato classe ’80, segno che la Lega punta sui giovani?

Sicuramente, anche perché non sono neppure tra i più giovani candidati leghisti, sia in Comune sia nelle Circoscrizioni. C’è una diffusa richiesta di rinnovamento della classe dirigente, ma nel panorama torinese ed anche nazionale sono ben pochi i partiti che puntano sui giovani, provando a dare fiducia alle nuove leve. La candidatura a sindaco di Michele Coppola, under 40, è sicuramente una buona notizia da questo punto di vista. Peccato che dall’altra parte il centro-sinistra abbia scelto una vecchia conoscenza come Fassino.

Come mai la Circoscrizione 7?


Ho vissuto per sei anni in via Bava e per altri cinque, fino a pochi mesi fa, in corso Regina Margherita angolo corso Belgio. Un territorio che conosco bene, con le relative problematiche, anomalie, sperequazioni. E richieste dei cittadini. I problemi li ho vissuti con mano, da residente ma anche da giornalista.

E quali sono i problemi di questa Circoscrizione?

Tanti, troppi. Dall’inesorabile e progressivo tramonto del mercato di Porta Palazzo, il più grande d’Europa, che dovrebbe essere un fiore all’occhiello invece sta diventando un ghetto senza regole e covo di abusivismo, ai veri e propri quartieri dimenticati dall’amministrazione comunale come Borgo Aurora. Non è un caso che il mio motto sia Mai più quartieri di serie B. Perché mai Torino deve essere divisa in “Salotti” splendenti e zone più periferiche completamente lasciate andare?

Cosa pensi di poter fare se dovessi essere eletto?

Come consigliere di Circoscrizione posso solo promettere di diventare un anello di congiunzione tra cittadini e istituzioni. Quindi chiedere, ascoltare, segnalare. Quello che ho fatto finora e continuerò a fare come giornalista, farò anche come consigliere di Circoscrizione. Con la differenza che il giornalista si limita a denunciare i problemi e scrivere gli articoli o riportare le interviste ai cittadini, il consigliere di Circoscrizione ha un filo diretto con il Comune. E anche poteri che non sono tali da consentire chissà quali promesse elettorali, ma che possono essere utili per provare a risolvere piccoli problemi ed emergenze.

Cambieresti qualcosa della precedente Giunta Ramasso?

Quasi tutto. In primis i finanziamenti a pioggia alle associazioni amiche. I soldi vanno spesi per gli interessi dei cittadini, non per fini elettorali. Se in queste elezioni la coalizione di centro-destra dovesse ottenere la maggioranza in Circoscrizione, non dovrà ricadere nello stesso errore degli avversari. La Giunta Ramasso ha fatto molto poco per i giovani, ed è riuscita a scontentare anche i meno giovani: basti pensare che è stata capace di fare favoritismi persino sui Centri Anziani, dimostrando di preferire quello di corso Belgio, serbatoio di voti, a quelli di Lungo Dora Savona e via Cuneo.  La logica Tu mi voti io ti favorisco, con cui il Pd ha costruito la ragnatela di potere a Torino, deve finire.

Primi argomenti su cui ti batteresti da consigliere?

La riqualificazione dei giardini pubblici, che dovranno essere più sicuri e a misura di famiglia e ragazzi. C’è un’area verde in corso Novara angolo via Buscalioni, tra l'altro di proprietà della Circoscrizione, che fino a qualche anno fa era un ritrovo per ragazzi che giocavano a pallone. Le porte da calcio sono state divelte e rimesse solo recentemente, più piccole. Le recinzioni sono state tolte, i ragazzi non ci vanno più. Questo non deve succedere. E poi la moschea in via Urbino: sono contrario, non è affatto un obbligo costituzionale come erroneamente si dice. Bisogna valutare attentamente il rispetto dei requisiti e dei criteri di sicurezza, in ogni caso è sbagliata farla in via Urbino come in qualsiasi altra area problematica e ricca di criticità etniche e sociali della Circoscrizione. Sarebbe meglio scegliere piuttosto una zona più periferica ed ampia.

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