Elezioni comunali, è torinese il sindaco più giovane del Piemonte

Lui è Mattia Robasto e da lunedì è ufficialmente il sindaco di Virle, un piccolo paese del torinese. Tanto impegno e perseveranza per servire i propri cittadini. L'abbiamo incontrato, ecco cosa ci ha detto

Essere sindaco a soli 23 anni non è da tutti. Ci vuole impegno, perseveranza e tanta passione per mettersi alla guida di una cittadina. Lui è Mattia Robasto e da lunedì mattina è ufficialmente il primo cittadino di Virle, un piccolo paesino del torinese. Un primato non solo per l'età - è il sindaco più giovane del Piemonte - ma anche per lo scarto di voti con cui ha battuto il secondo classificato alla tornata elettorale: Mattia si è, infatti, aggiundicato ben 869 voti. Un successo per lui che, studente in Scienze politiche all'Università di Torino, milita da qualche anno negli ambienti della Lega Nord. L'abbiamo incontrato.

Sei il sindaco più giovane del Piemonte e tra i più giovani d'Italia. Come ti senti ad aver raggiunto questo traguardo? Te lo aspettavi?
Abbiamo raggiunto un traguardo per il quale ci siamo impegnati ed è per questo che mi ritengo estremamente soddisfatto, anche alla luce del distacco che ci separa dalla lista che esprimerà la minoranza: ben 79 voti di differenza non si registravano dalle elezioni comunali degli anni '70. Il risultato è arrivato ma certamente è stato inaspettato perché siamo sempre stati consci delle grandi difficoltà che avremmo incontrato andando ad opporci ad una candidatura con alle spalle 10 anni di governo.

Cosa ti ha spinto così giovane a dedicarti alla politica?
Quello che ha spinto me e gli altri componenti di "Lavoriamo per Virle" a scendere in campo è stata la volontà di impegnarci concretamente per migliorare, a nostro avviso, la gestione e il governo di un Comune come il nostro. La scelta era dunque tra due atteggiamenti: impegnarsi concretamente per fare qualcosa o limitarsi a criticare quanto si stava facendo. Noi abbiamo scelto l'impegno per il nostro comune.

Come vedi la politica al giorno d'oggi? I cittadini ci credono ancora?
La politica al giorno d'oggi è stata fortemente delegittimata dalla disastrosa azione di movimenti che hanno raccolto le vene di anti-politica che percorrono la società grazie all'azione di leader demagoghi. Per questo, ritengo che Virle possa costituire un esperimento importante: favorendo la partecipazione e l'iniziativa dei cittadini ci auguriamo di ridare all'attività politica la dignità che le spetta, certamente partendo da un modo di amministrare vicino al cittadino e che renda l'ente comunale un amico e non un ostacolo.

Ora sei sindaco di Virle, un piccolo paesino della provincia. Cosa pensi di cambiare?
Quello che ci proponiamo di cambiare è la partecipazione alla vita amministrativa della popolazione. Un punto centrale del nostro programma è stato la promozione del dialogo a tutti i livelli con la popolazione, specie per le decisioni più importanti. Intendiamo inaugurare una nuova era di confronto franco e aperto con i cittadini e le Associazioni che permetta una sempre maggiore partecipazione politica.

Parti da un piccolo paesino, ma quali sono i tuoi sogni futuri?
Al momento non ho altri sogni, intendo dedicarmi all'amministrazione di Virle per i prossimi 5 anni sperano di ripagare degnamente la fiducia di tutti i virlesi che hanno deciso di scommettere su un gruppo giovane e nuovo come il nostro.

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