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Immagine di repertorio

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Carta di identità elettronica, manca il personale: code infinite alle anagrafi

Sono 2500 le pratiche in arretrato

Continuano i disagi per chi a Torino necessita della carta di identità nuova. Duemila e cinquecento pratiche in arretrato e code infinite alle anagrafi: questa è la situazione in città, da dieci mesi a questa parte, da quando cioè ha fatto irruzione nella vita dei cittadini, il documento elettronico. Da allora, riuscire ad ottenerlo è diventato una specie di incubo. E oggi, dopo l'esposto in Procura presentato da una cittadina che non ha potuto fare il cambio di residenza, attese di ore agli sportelli, malumori e l'interpellanza presentata in Consiglio comunale dalle opposizioni, il Comune tira fuori dal cilindro lo studio di fattibilità.

Pensa cioè ad analizzare la situazione generale per sapere quanti cittadini prendono d'assalto le anagrafi - e per quale motivo -, quante persone vi lavorano e una serie di altri dati che forse andavano esaminati dieci mesi or sono. Uno studio che a fronte del caos che si è creato, non servirà - almeno nell'immediato - a trovare la soluzione. E si parla già, sebbene nulla sia stato deciso, di "riorganizzazione degli uffici" con l'ipotesi di un'ulteriore riduzione degli sportelli disponibili nelle Circoscrizioni.  

La protesta delle Circoscrizioni

"Un'amministrazione si misura anche dalla gestione dei servizi di base - commenta Marco Novello, presidente della Circoscrizione 5 -.  Sono mesi che come presidenti di Circoscrizione chiediamo maggiore attenzione ai servizi anagrafici decentrati. Manca il personale e quello che c'è è in buona parte vicino alla pensione. I mezzi informatici sono in gran parte obsoleti e andrebbero rinnovati.  Nessuna risposta concreta. E oggi si legge dell'ipotesi di chiusura di alcuni uffici. Credo che prima dei droni, dei robot e delle piattaforme informatiche di "social innovation" - conclude amareggiato - si debba saper rispondere adeguatamente alla banale ma fondamentale richiesta di un certificato, di un cambio di indirizzo, di un documento d'identità". 

Poco personale

La mancanza di personale è il nodo della questione. Gli addetti agli sportelli a Torino sono 90 e ne servirebbero 130. Entro lo scorso giugno ne sarebbero dovuti arrivare 22, mentre al momento c'è solo una persona in più che certo, da sola, non risolve il problema. I dipendenti lavorano in condizioni tutt'altro che agevoli: oltre a essere in pochi e a subire, loro malgrado, gli insulti della gente in coda da ore, contestano il nuovo sistema confermando che il nuovo documento non si riesce a produrre in un quarto d'ora come al contrario dichiarato. E se la situazione non troverà una risoluzione a breve, si passerà alla linea dura. Dopo l'assemblea convocata da Cgil, Cisl e Uil, i dipendenti minacciano lo sciopero, chiedendo di tornare al vecchio sistema, eliminando cioè il meccanismo di prenotazione online. Il ripristino dell'accesso libero, con un numero massimo al giorno di carte di identità prodotte, potrebbe forse limitare le code agli sportelli e di conseguenza insulti e scenate poco edificanti. 

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