Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Politica piemontese nel caos, rivolta delle basi di Pd, Pdl e M5S

Nessuno viene risparmiato. In casa Pd sotto accusa i parlamentari eletti che hanno "tradito" il partito. Il Pdl sta studiando un modo per dare una risposta agli elettori dopo l'inchiesta della Procura. I grillini chiedono le dimissioni di Davide Bono

TORINO - La politica piemontese sta vivendo uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Specularmente a quanto succede a livello nazionale, si sta assistendo ad una sorta di rivolta della base dei partiti più grandi e con più rappresentanti nelle istituzioni.

Il terremoto politico nasce da due fattori in particolare: l'inchiesta in Piemonte della Guardia di Finanza sui rimborsi spesa dei consiglieri regionali che, nei giorni scorsi, ha portato alla consegna degli avvisi di garanzia per 52 eletti su 60, e l'elezione di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica Italiana.

CASA PD: TUTTI UNITI CONTRO I TRADITORI
Oltre duecento persone si sono radunate nella serata di ieri nella sede del partito in via Masserano. L'assemblea, convocata dai Giovani del Pd, è stata aperta ai cittadini. Si è parlato della seconda elezione di Giorgio Napolitano quale Presidente della Repubblica: carica che, secondo gli intervenuti, sarebbe spettata a Romano Prodi se non ci fossero stati alcuni "traditori" all'interno delle fila del Partito Democratico al Quirinale.

"Vogliamo riprenderci il partito", hanno dichiarato i giovani. "Noi siamo il Terzo Stato del Pd, rivendichiamo il diritto al confronto e ci riprenderemo il partito perché è quello in cui crediamo". Confronto, una cosa che era stata chiesta anche in campagna elettorale e nel post elezioni per la contrarietà all'entrata in Parlamento tramite liste di alcune persone. La vicenda Prodi ha dato un significato ancora maggiore a quella parola, tanto da invocare la restituzione delle tessere di chi ha votato "contro il partito" in aula.

All'assemblea erano presenti anche i parlamentari Andrea Giorgis e Anna Rossomando, quest'ultima è stata contestata più volte: "Noi teniamo all'unione del partito come voi - ha detto -, andiamo ad un confronto aperto ma vero, non mirato solo a tagliare teste".

CASA BEPPE GRILLO: BONO DIMETTITI
La coerenza è coerenza. Questo continuano a ripetere i grillini al capogruppo in regione Davide Bono, coinvolto dall'inchiesta della Procura di Torino sui rimborsi spesa. "Nessuna ombra sul Movimento, bisogna essere onesti e non come gli altri partiti", vociferano in tanti al riguardo.

Per il momento Bono non ha rilasciato nessun commento e nulla sembra trapelare sulle sue possibili decisioni. La realtà è che molti iscritti al Movimento 5 Stelle temono un ingiustificato attaccamento alla poltrona che li renderebbe "uguali" agli altri partiti politici. Per molti la soluzione è appunto una sola: dimissioni (o sospensione), spiegazione e - nel caso tutto fosse a posto - rientro in Consiglio regionale.

CASA PDL: RESTITUIAMO TUTTI I RIMBORSI DELLA REGIONE
Dare una risposta politica o giuridica? Questa è il dilemma in casa Pdl in Piemonte. La questione a cui si cerca una soluzione è l'inchiesta sui rimborsi spesa dei gruppi consiliari in Regione. L'idea presa in considerazione dal partito di Enrico Costa (segretario regionale) è quella di restituire fino all'ultimo centesimo i rimborsi avuti fino ad oggi, sia quelli contestati, sia quelli non.

La scelta, che dovrebbe essere ufficializzata oggi, non eviterebbe il procedere dell'inchiesta nei confronti degli indagati pidiellini, ma sarebbe una risposta data a tutti gli elettori rimasti delusi dopo la consegna degli avvisi di garanzia la scorsa settimana. In molti sono d'accordo, ma c'è anche chi è contrario a una ipotesi del genere, anche perché rischia di essere molto onerosa per alcuni. Di contro c'è però il non volerci mettere la faccia per contestare apertamente.

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