Sanità in Regione, è bufera sull'assessore Icardi dopo il servizio di Report

Il Pd e Luv chiedono a Cirio un azzeramento dei vertici politici

Immagine di repertorio

Dopo il servizio tv di Report (“Il pasticcio piemontese" di Emanuele Bellano) si alzano più forti alcune voci in merito alla gestione dell’emergenza coronavirus in Piemonte. Il primo a fare riferimento alla trasmissione di Rai3 è stato Flavio Boraso, il direttore generale dell'ASL Torino 3, che si è schierato contro il servizio.

Nella giornata di oggi, martedì 21 aprile, l'inchiesta della trasmissione televisiva è rimbalzata sulle piattaforme social diventando l'occasione, per i partiti di opposizione, per ribadire che “Cirio e Icardi hanno fallito nella gestione della crisi sanitaria. Report ha evidenziato bene le tante criticità che abbiamo sempre denunciato!” e “il servizio è la dimostrazione chiara che la Giunta Cirio è stata assolutamente inadeguata nel fronteggiare l'emergenza sanitaria creata”.

L'attacco del Pd

Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, alla luce del recente passato, si dice preoccupato per il futuro e in particolare per l’inizio della Fase2 da cui il Piemonte dovrà ripartire. “La puntata di Report di ieri ha semplicemente raccontato a un pubblico più vasto gli errori che hanno pagato e pagano i cittadini piemontesi. Adesso - fanno sapere gli esponenti dem - è quanto mai urgente comprendere quale sarà il ruolo dell’unità di crisi, del comitato scientifico in seno all'unità e della nuova task force, coordinata dall'ex Ministro Fazio, perché il Piemonte non può più permettersi errori. Tuttavia, prendiamo atto che con la definizione dell’ultima task force l’Assessore alla Sanità sia già, nella sostanza, commissariato".

E senza troppe remore avanzano l'idea: "Cirio, a questo punto dovrebbe responsabilmente, azzerare i vertici politici del sistema socio- sanitario piemontese, a partire proprio dall’assessore alla Sanità. Questa - conclude il Gruppo Pd in Regione -, prima che una richiesta dell’opposizione, dovrebbe essere la logica conseguenza della drammatica situazione che si è venuta a creare in Piemonte”.

MoVimento 5 Stelle: “Necessario il commissariamento”

Anche il M5S non ha dubbi a proposito della gestione dell'emergenza sanitaria. E attacca: “Rischi sottovalutati in una buona fetta di territorio, mancanza di reagenti e laboratori di analisi per i tamponi, medici di famiglia ed RSA abbandonati a sé stessi, mail in cui i dottori segnalano pazienti positivi andate completamente perse. Una lunga serie di errori che compongono il “pasticcio piemontese” divenuto ormai un caso nazionale. A questi interrogativi l'assessore alla Sanità Icardi ha fornito risposte balbettanti accompagnate dalla vaga promessa di approfondire le segnalazioni".

E continua: " Vi sentite tranquilli a sapere che la Fase 2 sarà gestita da queste persone? Noi no. Pensiamo sia sempre più necessario, come ripetiamo da giorni, arrivare al commissariamento della sanità piemontese. La Fase 2 non è meno importante della Fase 1. Affidare questa partita cruciale a chi ha già fallito sarebbe imperdonabile”.

Stessa linea del capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, che un commissariamento lo chiede da giorni: "Da settimane diciamo che in Piemonte le cose non vanno, i numeri dell’epidemia non ci tornavano. Lunedì sera Report lo ha mostrato ad un pubblico ancora più grande, ma non ha svelato nulla di diverso da ciò che famiglie e operatori sanitari testimoniano e giornalisti e reporter di tante testate denunciano dall’inizio della crisi. Il dramma delle Rsa, che Report ha tralasciato è la punta dell’iceberg di una gestione caratterizzata da incapacità di ascolto e sottovalutazione delle osservazioni critiche. Per questo chiediamo da giorni un azzeramento tanto dell’Unità di Crisi, quanto dei vertici socio-sanitari della politica regionale".

Verdi - Europa Verde Piemonte: “Dimissioni subito”

Sulla stessa linea d’onda Verdi - Europa Verde Piemonte: “Quello che è emerso ieri nella puntata di Report su RAI 3 è la dimostrazione chiara che la Giunta Cirio è stata assolutamente inadeguata nel fronteggiare l'emergenza sanitaria creata dal coronavirus”. Per i Verdi, l'Assessore Regionale alla Sanità Luigi Icardi ha dimostrato di non essere all'altezza del ruolo che è stato chiamato a ricoprire: “Come Verdi - Europa Verde Piemonte, chiediamo le dimissioni immediate dell'assessore alla Sanità e del Capo della Protezione Civile della Regione. Non si può lasciar gestire a queste persone la delicata fase 2, non tanto per gli errori commessi, ma per il modo con cui hanno cercato di nasconderli ai cittadini”.

Il consigliere Cane difende Icardi

A prendere le parti dell'assessore Icardi, il consigliere regionale della Lega Andrea Cane che bolla il servizio di Report andato in onda su Rai Tre come "attacco vergognoso contro la Regione". Cane ha ribadito inoltre la piena fiducia nei confronti dell'assessore che ha operato con "passione, serietà, competenza e correttezza. qualità che non ho sicuramente rilevato ieri sera nella puntata in prima serata di Report, avendo dovuto assistere ad un pessimo esempio di montaggio a tavolino di un servizio ad hoc per meri fini di servilismo giornalistico atti a screditare gli avversari politici". 

E va avanti: "Leggere oggi su giornali e social la retorica di colleghi in Consiglio Regionale o peggio ancora di Deputati del PD che inneggiano a trasmissioni ideologizzate come Report che ieri sera hanno travisato la realtà costruendo a tavolino il cosiddetto “Caso Piemonte”, da un lato mi disgusta e dall’altro mi obbliga alla risposta".

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Cane non risparmia quindi critiche agli avversari politici accusandoli di aver, negli anni passati, "letteralmente gestito a colpi di mannaia il sistema sanitario piemontese". "Mi auguro - continua il consigliere - che non debbano più ripetersi certi sciacallaggi mediatici sulla tv nazionale e che si badi invece a pensare che in Piemonte, come del resto in tutta Italia, occorra puntare al rafforzamento della Sanità Territoriale, fondamentale per combattere la pandemia: una fase che purtroppo in Piemonte era incompleta, con riduzioni di ospedali e territorio, non accompagnati in modo efficiente con la crescita della fase territoriale. 

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