Csi Piemonte, Cerutti (Sel): "Parliamo di informatica pubblica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Purtroppo sul CSI-Piemonte continuano ad alimentarsi dibattiti che risultano essere surreali, continuando ad eludere le questioni principali, vale a dire dove si vuole indirizzare l’informatica pubblica piemontese, promuovendo l’innovazione e il rinnovamento della PA, e di conseguenza quale possa essere un concreto piano industriale per il consorzio.

Noi abbiamo presentato una proposta di legge, provando a dare delle risposte a questi quesiti. Purtroppo la proposta giace in commissione con il disegno di legge pluri-rimaneggiato della giunta, bloccato da veti contrapposti nella maggioranza del Consiglio regionale.

Crediamo che ci siano colpevoli responsabilità del ritardo nell’affrontare seriamente il futuro del consorzio, e si siano nel frattempo intraprese azioni che si sono rivelate del tutto inadeguate. La più eclatante è quella della cassa integrazione per un centinaio di dipendenti, tranne poi fortunatamente revocarla.

Ora speriamo che con il nuovo assessore Ghiglia si possa aprire un confronto serio, e il consiglio di amministrazione avvii la selezione di un nuovo Direttore Generale, tramite un bando trasparente, fra coloro che abbiano “adeguati requisiti tecnico-scientifici”, come recita lo statuto del CSI Piemonte.

Non dimentichiamo però che il Direttore Generale uscente è stato fautore e promotore della privatizzazione, con possibile spacchettamento del consorzio, per poi fare retromarcia solo ultimamente. Se si tratta di rilanciare la struttura, come noi auspichiamo, come un moderno ente pubblico economico, è assolutamente fisiologico un ricambio del suo vertice operativo.

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